Calcio per Amatrice, Pirozzi: "Basta polemiche, Juve e Inter avranno scelto altro. Grato a Conte"

03 ottobre 2017 ore 13:13, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews, Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, smorza subito le polemiche, dopo la frase a margine della cerimonia di consegna dei premi "Manlio Scopigno" «Ringrazio tutto il calcio italiano, che ha fatto tantissimo per noi. Tranne loro Inter e Juve le uniche a non fare niente. Credo che chi ha avuto fortuna di avere tanto debba anche dare». Pirozzi poi ha affrontato l'argomento campagna elettorale in vista delle regionali del 2018.

Calcio per Amatrice, Pirozzi: 'Basta polemiche, Juve e Inter avranno scelto altro. Grato a Conte'
Sindaco come mai queste frasi su Inter e Juve?


"Io sono pure della Juve, ci mancherebbe altro non è un atto di accusa, ognuno fa come vuole. Ho fatto l'allenatore per 24 anni, ma per carità. Ieri è stata una giornata straordinaria di sport, io sono grato al mondo dello sport, Inter e Juve sicuramente
avranno scelto altre cose. Sono stato contento soprattutto della risposta delle squadra di B, C e dei dilettanti, quello è stato il mio mondo. La solidarietà non è solo soldi. Il Chelsea di Antonio Conte, ad esempio, ha mandato del materiale che ho fatto distribuire ai bambini di Amatrice".

Risolta la questione sull'esenzione del 100% per le tasse e dei contributi con la commissaria per la ricostruzione De Micheli?

"La commissaria per la ricostruzione De Micheli mi ha rassicurato che, nel caso di esaurimento i fondi, la priorità sarà data ai comuni che hanno le zone rosse e la distruzione".

Dopo le polemiche, pensa di essere riuscito a chiarire la vicenda degli sms solidali?

"Avevo poco da chiarire, dico che in futuro bisognerà essere chiari dicendo che i soldi degli sms andranno ai Comuni che hanno avuto la distruzione, direttamente ai sindaci per soddisfare i bisogni primari dei cittadini. Per la ricostruzione invece ci deve pensare lo Stato. E' un discorso di metodo per il futuro. E' giusto che si rifacciano le scuole, ma su questo deve intervenire lo Stato. Dagli errori si può anche imparare, dando seguito alla volontà dei cittadini".

Ormai sembra che ogni sua frase sia destinata ad aprire una polemica. Vede una connessione con l'arrivo della campagna elettorale delle regionali?


"Certo, il fuoco è partito".

La temono?

"Non lo so, io non sono l'avversario di nessuno perché non sono sceso in campo e non ho fatto nessuna dichiarazione. Sto qui a fare il sindaco e ogni giorno ricevo cittadini che portano la loro solidarietà. Questa è la mia più grande vittoria. Capisco che c'è un tentativo di screditarmi, ma non permetterò che venga inficiato il lavoro di un sindaco, di un'amministrazione e di una comunità che è diventata il simbolo in tutta Italia della resistenza, perché noi siamo sempre rimasti qui, senza piangerci addosso. Quando dico che le cose sono fatte bene vuol dire che mi candido con Renzi, se ho la forza di denunciare cose che vanno male significa che mi candido con l'altra parte. Questo Paese non è in grado di vedere in maniera asettica se le cose sono giuste o sbagliate al di là delle provenienza politica, ma io ho le spalle grosse".

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