Che fine ha fatto Walter Zenga?

05 settembre 2017 ore 10:13, intelligo
In un tempo in cui ancora il gioco del calcio poteva vantare “le bandiere”, Walter Zenga fu per l’Inter una di esse. A quell’epoca, estremo difensore tra i migliori al mondo, Zenga ha disputato con la squadra milanese 473 incontri, vincendo uno scudetto, una Supercoppa italiana e due Coppe UEFA. 

Ma se considerate tutto questo ancora poco, dovete ricordare Zenga anche nei suoi successi con la nazionale italiana dove giocherà fin dal 1986, militando sotto vari allenatori, come Azeglio Vicini, con il quale sarà titolare all’europeo 1988 e al Mondiale del 1990. Zenga concluderà la carriera in nazionale nel 1992, anno in cui il nuovo CT Arrigo Sacchi affiderà la maglia da titolare prima a  Marchegiani e poi a Pagliuca. Quando durante una conferenza stampa gli chiederanno conto delle scelte di Sacchi e del suo accantonamento, Zenga come risposta si limiterà a canticchiare il brano degli 883 Hanno ucciso l'Uomo Ragno, affibbiandosi così da solo un soprannome che gli rimarrà per sempre. In conclusione, con la  nazionale, Zenga vanterà 58 presenze, terzo portiere per numero di apparizioni dopo Gianluigi Buffon e Dino Zoff.
Walter Zenga nasce a Milano nel 1960, e inizia la sua storia nel mondo del calcio grazie al papà, Alfonso, che è stato portiere nella A.C.Muggiò, e che sogna per il figliolo una splendida carriera nel mondo del pallone, magari in qualche importante squadra di serie A. Nemmeno papà Alfonso, però, con tutto il suo ottimismo, può immaginare
Che fine ha fatto Walter Zenga?
quanto Walter arriverà lontano. Nel frattempo, pur di istradare il futuro del figliolo, non si fa scrupolo di falsificare l’età del ragazzino facendolo apparire di un anno più vecchio, giusto perché possa cominciare subito a giocare nei campionati agonistici, come quello dei Pulcini. Così a undici anni, nel 1971, Walter viene inserito da Italo Galbiati tra i pulcini dell'Inter e a 18 anni viene ceduto in prestito alla Salernitana in Serie C1, squadra presso la quale ha poca fortuna. Il periodo per lui non è un granché e così, durante un altro incontro, dopo aver subito due gol discutibili, abbandona il campo in lacrime e, nonostante l'incitamento dei tifosi, decide di lasciare la squadra. E’ un ragazzo sensibile e, per certi versi, fragile Walter, ma chi sa di pallone vedendolo giocare ha già stabilito che per lui si aprirà presto un grande futuro. Così, dopo aver peregrinato un po’ in squadre minori, ritorna all'Inter nella stagione 1982-1983, ventiduenne, nel ruolo di secondo portiere dietro il veterano Ivano Bordon. A partire dalla stagione successiva, Walter diventa titolare, esordendo in Serie A. 
Così, nel 1989, sotto la guida di Giovanni Trapattoni, l’Inter vince lo scudetto, e la stella di Zenga inizia a brillare luminosa. Coi nerazzurri, Walter rimane oltre 11 anni, e gioca la sua ultima partita nel 1994 contro il Casino Salisburgo, in cui offre una prestazione determinante per il risultato e la conquista per la seconda volta del trofeo continentale.  Quando finisce la sua epopea Inter, Zenga passa alla Sampdoria, e da lì, dopo un periodo al Padova in serie B, nel 1997, a 37 anni,  si trasferisce negli Stati Uniti per giocare nei New England Revolution, che militano nella Major League Soccer (MLS). Con gli americani totalizza 22 presenze, saltando dieci partite per un'artroscopia al ginocchio sinistro. Il 16 gennaio 1998 si ritira dal calcio.. Il 25 agosto viene nominato giocatore/allenatore dei New England Revolution. Il primo anno non disputa nessuna partita, il secondo anno disputa 25 partite fino al suo esonero che avviene il 2 ottobre 1999.
Gli anni 2000 rappresentano per Zenga gli inizi di una nuova carriera, quella di allenatore, che almeno all’inizio si presenterà come un cammino impervio e difficile.  

Come racconta lui stesso, senza l’aiuto di nessuno, si getta nella mischia, ma i risultati sono quelli che ha sperato. Prima di ingranare, dice confidandosi in una recente intervista rilasciata a un settimanale di gossip, si presta anche a fare il postino per C’è posta per te, il famoso programma della De Filippi. Qualcuno, vedendolo in quel ruolo, immagina che la vita calcistica di Zenga sia definitivamente terminata, ma sbaglia. E’ vero, ammette Walter stesso, che il periodo di difficoltà è stato duro e forse anche lungo, ma lui non si è lasciato abbattere. “Accettare di fare il postino per Maria De Filippi, fu in realtà proprio un modo per ribellarmi a quel momento no. Durante la trasmissione, ricordo, incontrai Raimondo Vianello, che mi fece una battuta su quel mio ruolo, dicendomi ‘lei prima faceva il portiere, oggi fa il postino… bella carriera…’, ma io, grazie al mio carattere, non me la presi. Con tutto il rispetto per Raimondo Vianello, non mi ha mai interessato quello che la gente pensa di me. In campo, ho capito che, se volevo fare bene, dovevo solo rispondere a me stesso, ai miei desideri e ai miei istinti. Ho fatto il postino per Maria De Filippi con grande umiltà e lavorare con persone nuove in un ambiente che non conoscevo, mi ha aiutato a stare meglio e mi ha fatto dimenticare i problemi di quel periodo.”  Problemi, per la verità, non solo lavorativi. Walter Zenga, così spumeggiante, irruente, e anche molto affascinante, ha anche avuto una vita sentimentale piuttosto complessa. All’epoca del suo lavoro in TV, Walter aveva già due matrimoni falliti alle spalle, uno con l’ex Miss Marche Elvira Carfagna da cui aveva avuto un figlio, Jacopo  - che attualmente ha intrapreso la carriera di calciatore e gioca nel Sondrio – e un secondo matrimonio con la conduttrice televisiva Roberta Termali, da cui ha avuto altri due figli, Niccolò – vicepresidente di una società di macchinari - e Andrea che è per ora l’unico ad avere intrapreso la carriera di portiere nel Clci Dopo il fallimento del secondo matrimonio, Walter inizia una lunga storia d’amore con la bellissima Ohara Borselli, all’epoca promessa della moda e della TV. Tra i due ci sono 16 anni di differenza, ma al colpo di fulmine non si resiste: si ritrovano entrambi molto innamorati, e la differenza d’età per quanto notevole, non pare creare problemi. Almeno, all’inizio.  Ohara, che per rimanere vicina a Walter ha accantonato i suoi sogni di carriera nel mondo dello spettacolo, comincia a sentire il peso delle rinunce, mentre proprio Walter,  che nel mondo dello spettacolo in un certo senso ci è entrato facendo seguire a C’è posta per te anche alcune televendite, cerca invece disperatamente di rientrare nel mondo del lavoro. Così alla fine le loro strade si separano, e Walter parte per la Romania dove ricomincia ad allenare alcune squadre minori.
E, finalmente, torna il sereno. Non solo dal punto di vista lavorativo, ma anche da quello sentimentale. Walter incontra Raluca, bellissima giornalista che parla anche otto lingue, una donna che immediatamente lo strega col suo fascino e la sua dolcezza. I due si sposano nel 2005, e dalla felice unione nascono due bambini, Samira che ora ha 7 anni, e Walter junior che ne ha 4. Un’unione solida e finalmente stabilità nella vita dell’ex portiere dell’Inter che, ora, ha davvero tutto: un’attività che lo appaga e l’amore della vita. In bocca a lupo, “uomo ragno”.

di Anna Paratore 

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