Juventus, Allegri pensa "solo" allo scudetto: vietato dire triplete

07 aprile 2017 ore 16:16, Andrea De Angelis
"La società mi chiamerà, ci metteremo a un tavolino e parleremo di cosa vogliono fare, Io sono contento di stare qui. Dipende dalla Juve e non da me, abbiamo accennato il discorso un mese e mezzo fa. Io in questo momento non ho la testa per pensare a quello che succederà l’anno prossimo, se le cose vanno bene non capisco perché ci si debba separare". Così Massimiliano Allegri risponde a chi gli chiede del possibile rinnovo, anche se lui, come noto, ha un contratto in scadenza tra 14 mesi. Prima c'è da pensare al finale di campionato che vede i bianconeri in corsa per tre titoli, due dei quali sono davvero vicini. 

Juventus, Allegri pensa 'solo' allo scudetto: vietato dire triplete
SOGNO TRIPLETE
Questa parola l'allenatore della Juventus non vuole sentirla pronunciare. "Non mettiamo il carro davanti ai buoi", dice ripetendo che l'obiettivo era e resta lo scudetto. Eppure non solo la Coppa Italia è vicinissima, ma c'è il sogno europeo da rincorrere anche se il calendario ha messo davanti alla squadra bianconera proprio il Barcellona. Martedì 11 aprile la gara di andata, attesissima dal pubblico italiano. Sognare non costa niente, pur nella consapevolezza che davanti si avranno dei veri fenomeni (non solo Messi). Superstizione a parte, dunque, quella parola si potrà pure non pronunciare, ma pensarla è come minimo lecito. 

MAX ALLEGRI 
Un allenatore vincente, ma non esattamente convincente. Questo il profilo di Allegri, che al tempo del Milan permetteva a noi giornalisti di realizzare titoli del tipo "c'è da stare poco Allegri", quando (spesso negli ultimi tempi) le cose non andavano come previsto. Poi, partito Conte, la Juventus scelse proprio lui, sorprendendo praticamente tutti. A partire dai tifosi che non presero nel migliore dei modi la decisione, contestandola in modo più o meno palese. A parlare però sono stati i risultati: in Italia ha vinto e convinto, in Champions League è arrivato in finale (perdendola malamente). Il suo stile sobrio, l'eleganza a cui come detto in più di un'intervista "non sa proprio rilanciare" ha lasciato spazio anche a vere e proprie sfuriate contro i suoi uomini. Un modo questo forse involontario per conquistare anche i tifosi più scettici. 

IL RINNOVO
Così adesso la possibilità che lasci Torino crea qualche malumore anche a chi non aveva esultato al suo arrivo. Ad Allegri va innanzitutto il merito di aver preso il posto di un idolo come Antonio Conte e di aver fatto anche meglio di lui. Al di là di quello che vincerà quest'anno, il Max nazionale è diventato non solo uno degli allenatori più apprezzati in Italia, ma anche all'estero. Corteggiato dunque da mezza Europa, in particolare in Premier League dove dopo il successo di Ranieri dello scorso anno un altro allenatore potrebbe conquistare il titolo. Inutile dire il nome...
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