Spalletti: "Non dovevo tornare alla Roma". Totti e l'incubo terzo posto [VIDEO]

08 maggio 2017 ore 10:01, Andrea De Angelis
Un amore nato, poi finito e quindi ricominciato. "Non sarei dovuto tornare". Luciano Spalletti seppellisce così ogni minima possibilità di restare alla Roma. Lo aveva già annunciato diverse settimane fa: "Se non vinco qualcosa me ne vado". Non ha vinto nulla. Fuori dalla Coppa Italia contro la Lazio in semifinale, addio allo scudetto sempre nel derby. Un colpo al cuore oltre che all'anima di una squadra eterna seconda, già dai tempi di un Garcia andato via, forse, troppo presto. Perché l'allenatore francese, capace di collezionare due secondi posti in altrettante stagioni senza i vari Strootman e Dzeko, comunque vada avrà fatto meglio dell'allenatore toscano. Il quale adesso, corteggiato chissà da quanti o forse da nessuno, si appresta a fare le valigie da una città che comunque lo ha amato. 

Spalletti: 'Non dovevo tornare alla Roma'. Totti e l'incubo terzo posto [VIDEO]
POKER AMARO A SAN SIRO 
Vincere 4-1 a San Siro contro il Milan di Montella potrebbe sembrare un trionfo ai più. Non era affatto scontato, anche se i rossoneri non stanno vivendo un buon momento di forma. Anzi, questa primavera per le due squadre milanesi sta diventando un incubo. La Roma ha vinto e convinto, ma il solo punticino di vantaggio sul Napoli alla vigilia della sfida con la Juventus non permette di stare tranquilli. Finire nuovamente al terzo posto sarebbe per Spalletti una sconfitta nella sconfitta. Per la dirigenza poi significherebbe rischiare di perdere nuovamente l'accesso alla Champions League, l'Europa che conta. Ipotesi da non prendere neanche in considerazione per Pallotta e company. A quel punto, tanto per essere chiari, non sarebbe il solo Manolas a partire.

SPALLETTI E TOTTI, CAPITOLO ENNESIMO
"Tifosi dispiaciuti per il mancato ingresso in campo di Totti? La prossima volta faccio la formazione con una cooperativa: si fanno delle votazioni collettive e a quel punto metto in campo chi prende più voti... Sul 2 a 0 non ero tranquillo, Salah era affaticato e ho scelto El Shaarawy perché volevo segnare ancora. Mi spiace per i tifosi, non so che altro dire". Così Luciano Spalletti ai microfoni di Sky e Mediaset dopo il successo di San Siro. Il tecnico toscano rincara poi la dose: "Quando lo metto negli ultimi cinque minuti mi dite che lo prendo per il culo, bisogna mettersi d'accordo allora nei giudizi. Ho preso le offese lo stesso, anche quando l'ho fatto giocare per pochi minuti". Insomma, siamo all'ennesimo capitolo di una telenovela che tra venti giorni avrà finalmente fine. 
 

 

ADDIO ROMA
Quindi la frase che finisce immediatemente in prima pagina. Niente in confronto al "se non vinco niente me ne vado". Dice Spalletti, sempre parlando del mancato ingresso di Totti: "Se tornassi indietro non verrei mai ad allenare la Roma. Lo avevo detto dal primo giorno e si riparla delle stesse cose. È un continuo, da tutte le parti, ti aspettano a casa". Uno sfogo vero e proprio, che arriva dopo un successo così rotondo su uno dei campi più difficili della massima serie. I tifosi si dividono, c'è chi sta col mister e chi invece sottolinea come lo stesso sia stato incapace di fare meglio di Garcia nello stesso arco di tempo del francese (anzi, ha fatto peggio). Insomma, è l'incubo terzo posto a far sbottare il mister, non solo il caso Totti. Impazza così già il totonomi: chi al posto di Spalletti? I nomi sono sempre gli stessi, da Emery a Gasperini fino a Giampaolo (che ieri ha smentito). Vi è poi la suggestione legata al nome di Montella, mentre non è da escludere la pista che porta a Di Francesco

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