Parole all’indice, effetto destre xenofobe: via la 'Razza' dalla Costituzione

16 ottobre 2017 ore 12:33, Paolo Pivetti
I genetisti vogliono togliere la parola 'razza' dalla Costituzione perché è priva di valore scientifico. Detta così, la cosa sembra quasi una barzelletta. E forse lo è.
Di fatto, dopo le presidenti, le ministre, le sindache, adesso ci si mettono anche gli scienziati a purgare il linguaggio, con la pretesa di condannare alla pena capitale le parole a loro sgradite. Ultima vittima di questa “caccia alle streghe” lessicale, mossa da un furore tra il giacobino e il puritano, la parola razza.
La Repubblica del 14 ottobre ce lo racconta in prima pagina. Titolo: “Via il termine razza dalla Costituzione” e riporta le parole del genetista accademico dei Lincei Carlo Alberto Redi, che nell’intervista riassume il suo pensiero così: “La razza è una fake news!”. (Che brivido, questo Fake news, termine uncountable, dunque solo plurale in inglese, usato al singolare!) 
Parole all’indice, effetto destre xenofobe: via la 'Razza' dalla Costituzione
Lo scienziato ci spiega che “Non esistono le razze umane: siamo tutti esseri umani, uguali nel 99,9% del Dna. (…) Le differenze genetiche che troviamo tra due individui presi a caso nella stessa popolazione non sono meno numerose di quelle che troviamo prendendo due individui di due popolazioni diverse”
L’attacco è diretto alla Costituzione per via dell’articolo 3 che recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Un gruppo di scienziati sta già raccogliendo le firme per presentare una legge d’iniziativa popolare che elimini la parola razza da quell’articolo della nostra Carta. Questo perché la Costituzione, citandola, legittimerebbe questa dannata parola razza che, secondo i genetisti, è priva di significato scientifico.

Si dà il caso, però, che sia invece ricca di significato semantico, emotivo, sociale, culturale. Solo l’ormai diffusa morbosità antirazzista può indurre esimi scienziati a vedere intenzioni discriminatorie nel riconoscere ciò che è assolutamente ovvio, cioè che nel mondo esistono condizioni ambientali, culture, e anche aspetti fisici diversi, anche se nessuno “superiore” agli altri. Il tutto, pur nell’unicità del Dna, fatto che semmai conferma l’unità della specie umana nel disegno di Dio, e certamente condanna l’obbrobrio del razzismo e delle discriminazioni razziali. 
E poi, in fine, che una parola, per essere usata nel vocabolario, o nella Costituzione, debba ottenere la certificazione scientifica dei genetisti, è di per sé cosa aberrante.

Oggi i giornali perbenisti strepitano di fronte al pericolo “svolte xenofobe” e incassano una sconfitta in Austria, solo perché ha liberamente e democraticamente scelto un governo di destra "populista".
Questi antirazzisti di professione, sono proprio loro a fomentare il razzismo.

autore / Paolo Pivetti
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