Bce verso il tapering, ma Draghi non rinuncia al Qe

27 ottobre 2017 ore 10:48, Luca Lippi
Il Qe prosegue ma si riduce ‘dolcemente’. Dal direttorio della Bce arriva una buona notizia per l’Italia. Mario Draghi si conferma arbitro autorevole consolidando la posizione di dominio assoluto tra ‘falchi’ e ‘colombe’. La bnca Centrale europea ha imboccato la ‘via di mezzo’ che è quella di proseguire nella politica monetaria espansiva ma annunciando un immediato futuro fatto di riduzione degli acquisti senza modificare i tassi. Colpo al cerchio (zittisce i falchi che vogliono la fine del Qe) e alla botte (tranquillizza le colombe che chiedono ancora ossigeno dall’Eurotower).
Bce verso il tapering, ma Draghi non rinuncia al Qe

LO STATO DELL’ARTE DEL QE
Fino alla fine del 2017 il Qe prosegue nella forma nota, cioè a 60 miliardi al mese. Da gennaio, invece, si avvierà a una riduzione graduale che per il mese di settembre 2018 dovrà raggiungere 30 miliardi mese. In sostanza, dopo il 31 dicembre 2017, da Francoforte ci sranno ancora 270 miliardi di ‘ossigeno’. 
Previsto il reinvestimento sui mercati dei capitali rimborsati dal Qe, e durerà a lungo, anche dopo la fine del Qe nel settembre 2018. Rassicurati anche gli emittenti di corporate bond. 
L’entrata a gamba tesa sui falchi da parte di Mario Draghi arriva con l’annuncio di non dichiarare chiuso, neanche dopo il settembre 2018, la politica di stimolo monetario. Quindi è prevista una ripresa del Qe in qualunque momento. Questa decisione è stata votata a maggioranza dal Direttorio della Bce.  
I tassi di interesse restano invariati: in particolare, i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la Banca centrale che rimarranno rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Draghi ha voluto precisare che la politica dei tassi e il Qe sono questioni separate e distinte, a tale proposito il Governatore si riserva di agire con la massima flessibilità.

LA REAZIONE DEI MERCATI
Ovviamente, l’Euro si è indebolito sul dollaro a 1,1754, di riflesso il rendimento del Btp decennale scende e lo spread tra Btp e il Bund scivola a 152 punti.
Piazza Affari ha confermato il rialzo già impostato sulle prime indiscrezioni circa l’esito del Direttorio, accelerando fino a chiudere con un + 1,5%. Stessa reazione da parte delle atre Borse europee.

DICHIARAZIONI DI DRAGHI
Il governatore ha voluto sottolineare il successo del Qe “Il ciclo economico è molto diverso, così come la struttura del mercato del lavoro. L'atmosfera dell'incontro di oggi è stata molto positiva", il riferimento di Draghi è al buon andamento dell'economia che deve molto alle scelte della Bce.
In conclusione, si procede alla riduzione del Qe ma non si chiude la stagione alla politica del bazooka monetario. C’è ancora la questione della Brexit e la nuova criticità della Catalogna che, a detta di Draghi, non deve preoccupare ma deve mantenere alta l’attenzione sulla soluzione che deve essere ‘prudente’. Tuttavia, dal direttorio di certo è arrivato un grande aiuto all’Italia.

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autore / Luca Lippi
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