Regionali, parla Pirozzi: "Io, la mia squadra, la mia storia: ieri, oggi e domani"

26 ottobre 2017 ore 13:06, Andrea Barcariol
I riflettori della politica romana sono accesi su di lui. La scelta di Sergio Pirozzi di candidarsi alle prossime elezioni regionale può spostare in maniera decisiva l'ago della bilancia. I primi sondaggi lo accreditano di oltre il 20%, ma sarà fondamentale capire se il sindaco di Amatrice sceglierà di correre da solo o avrà l'appoggio compatto del centrodestra. Un indizio arriva dalla presentazione del libro "La scossa dello scarpone. Anatomia di una passione sociale”," di martedì scorso a Roma con Matteo Salvini e di Giorgia Meloni in prima fila. Intelligonews ha cercato di capirne di più e ha intervistato Sergio Pirozzi.

Regionali, parla Pirozzi: 'Io, la mia squadra, la mia storia: ieri, oggi e domani'
Ha appena postato un video di ringraziamento su twitter. Che significato ha per lei?


"Rappresenta la mia storia, la giornata di martedì è stata straordinaria, una partecipazione del popolo così penso sia un tributo all'uomo. E' una grande soddisfazione, mi hanno raccontato che fuori c'era una fila enorme".

Questo grande affetto dei cittadini può rappresentare una spinta per candidarsi?

"Sono discorsi completamente diversi. Quello di due giorni fa è stato un riconoscimento alla mia storia e agli amici che mi sono stati vicini che non sono solo gli amministratori. Abbiamo cercato di fare tante cose con lo spirito giusto, io parlo sempre al plurale perché siamo una squadra, poi per carità abbiamo anche sbagliato".

Su alcuni giornali si è parlato di possibili danni alle case nuove ad Accumoli a causa del vento. Temete problemi anche ad Amatrice?


"Il vento tira sia ad Accumoli sia ad Amatrice. Bisogna verificare se è vero, di bufale ne girano tante, pochi sono seri come voi. Se è vero, io non c'ero e non lo so, sicuramente è imputabile a un errore umano. Comunque finché non vedo non credo".

Anche nell'ottica di Amatrice, non crede che una sua candidatura alle Regionali possa modificare il suo rapporto con il presidente Zingaretti?

"Tra uomini delle istituzioni non si creano mai problemi. Io alla presentazione del libro ho invitato tutti, ci mancherebbe altro che mi metto a criticare il presidente. Poi certo se ci sono cose che non vanno bene le devo dire. Questo non significa che se dico cose positive sono un ruffiano mentre se parlo di fatti negativi sono contro qualcuno. La libertà di esprimersi fa parte delle prerogative di un sindaco".

A proposito, l'altro giorno è intervenuto anche sullo ius soli definendolo "anacronistico". Ci può spiegare cosa intende?


"Secondo me è anacronistico, così come è anacronistico parlare di apologia del fascismo perché ci dovrebbe essere anche l'apologia del comunismo. Alcuni però hanno riportato solo quel principio. Come sono da condannare quei fatti che sono successi, sarebbe altrettanto giusto condannare le purghe staliniane. Io dico, perché non diventiamo un Paese serio? Perché alimentiamo l'odio? Sono cose che fanno parte del passato e vanno condannate tutte. Questo è un modo per deviare l'attenzione dai veri problemi del Paese".

Ha già deciso una data in cui scioglierà la riserva sulla candidatura?

"Sei un furbacchione (ride ndr). Oggi pomeriggio vado a Preta, una delle 69 frazioni, poi andrò al campo sportivo dove stanno lavorando. Questa è la mia scaletta per oggi".


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