Fondi Poste crollati, a gennaio i rimborsi: le cause dietro la bolla

10 gennaio 2017 ore 10:40, Luca Lippi
La scadenza del fondo Invest Real Security di Poste Italiane ha fatto esplodere un’altra bolla nel risparmio italiano. 
Nel 2007 il mattone in Italia aveva raggiunto il picco di bene rifugio per eccellenza, come spesso accade in questi casi, i prezzi spesso corrono al di fuori della ragionevolezza. Poi è arrivata la crisi che ha travolto tutto, soprattutto guidata da una concessione spregiudicata di mutui immobiliari (negli Stati Uniti), i prezzi delle compravendite e degli affitti sono ‘scivolati’ fino a pesare soprattutto su chi aveva scommesso sul prezzo delle case. E i nodi iniziano ad arrivare ora al pettine. 
ll 31 dicembre scorso uno dei quattro fondi, l'Irs (Invest Real Security) ha chiuso i battenti e per gli investitori si tratterà di un vero e proprio bagno di sangue visto che avevano comprato le quote a 2.500 euro l'una, mentre ora vengono liquidate a 390 euro, vale a dire in circa il 60% in meno del valore.

Fondi Poste crollati, a gennaio i rimborsi: le cause dietro la bolla

I fondi coinvolti dalle perdite
Si tratta dei fondi Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha collocati da Poste Italiane fra 2002 e 2007. All’epoca furono piazzati con quote da 2.500 euro l’una, non elevate e dunque appetibili per la clientela tipo delle Poste italiane. Nel complesso furono raccolti 850 milioni di euro in 340mila quote.
Perché è esplosa la bolla
Causa la ‘crisi’ ovviamente, i n particolare del mercato immobiliare. I fondi raccolgono infatti i capitali dai risparmiatori e comprano edifici per ristrutturarli e affittarli o rivenderli. Il crollo del settore è evidente, anche perché sono proprio le case nuove a calare più delle esistenti e dunque a rendere poco redditizio il principale ambito d’azione dei fondi, lasciando quegli edifici invenduti o prossimi alla svendita. Un’analisi della Bce ha per esempio rilevato come in Italia i prezzi degli immobili siano calati anche quando, fra 2014 e 2016, altrove risultavano in ripresa, come nella maggior parte dei Paesi europei. Nonostante una flebile risalita delle transazioni, per il 2017 il calo sarà ancora dello 0,8% (dati Nomisma). 
Il conto totale, dal 2007, è di un -40% delle quotazioni degli immobili. 
Chi si è salvato
Le società di gestione. Per l’Invest Real Security e Obelisco la Investire Sgr, società del gruppo Finnat. Per Europa Immobiliare 1 la Vegagest Sgr e per Alpha la Fimit Sgr. Queste società, a loro volta partecipate da istituti creditizi e società, hanno incassato commissioni annuali fra lo 0,8% e l’1,8% del valore del fondo. 
Come funzionano i rimborsi
Il titolo di Poste è in calo in Borsa fin da venerdì. Ma la volontà è quella di (comunica poste italiane in una nota)  “avviare nel breve iniziative in favore dei clienti che hanno sottoscritto al tempo il fondo immobiliare Irs, scaduto il 31 dicembre 2016, con l’obiettivo di consolidare, ancora una volta, il rapporto storico che l’azienda ha con i cittadini, fondato sulla trasparenza, sulla fiducia e sull’affidabilità”. 
Il Fondo dovrebbe essere rimborsato entro gennaio nella misura della quota di capitale mancante. Ma come quello anche gli altri in scadenza, se dovessero chiudersi con pessime performance. Qualcosa di paragonabile a quella di Irs, che in 13 anni ha sfoderato un rendimento negativo del 3% annuo per i sottoscrittori originari (anche oltre, secondo altre fonti). Gli indennizzi dovrebbero costare fra 50 e 80 milioni di euro per il solo Irs. Gli altri scadranno rispettivamente quest’anno (Europa Immobiliare 1), 2018 (Obelisco) e 2030 (Alpha). Intanto le associazioni dei consumatori chiedono garanzie più chiare e chiamano in causa Consob e Banca d’Italia.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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