Nuovo voucher: procedura online per 'PrestO' ma c'è nodo agricoli

10 luglio 2017 ore 12:22, Luca Lippi
Sono chiamati i nuovi voucher, ma non c’è niente di materiale, sono dei contratti di lavoro. Il loro nome è ‘PrestO’ acronimo che sta per prestazione di lavoro occasionale (Art. 54 bis D.L. 50/2017). Con delle limitazioni che vedremo più avanti, con i PrestO sarà possibile retribuire i lavoratori occasionali: i limiti previsti dalla normativa, però, come il numero massimo di giornate di lavoro ed il compenso massimo, sono molto più stringenti rispetto a quelli previsti per i vecchi voucher.
La procedura di registrazione e di attivazione del rapporto di lavoro, invece, è molto simile a quella che doveva essere utilizzata per i vecchi buoni.
Cosa sono i PrestO: meglio noti come nuovi voucher, sono dei veri e propri contratti di lavoro, anche se di natura occasionale. Possono essere attivati tramite un’apposita piattaforma online, all’interno del sito dell’Inps, da aziende e professionisti che non superano i 5 addetti, non lavorano nel settore edile o in settori considerati a rischio (miniere, cave…) e non sono coinvolti in appalti di opere o servizi. Anche le famiglie possono utilizzare le prestazioni occasionali, ma devono servirsi di un apposito libretto telematico.
La retribuzione oraria netta del lavoratore occasionale, con i PrestO, è pari a 9 euro per la generalità delle aziende (vi sono delle particolarità per le aziende agricole), l’aliquota contributiva (cioè la percentuale pagata a titolo di contribuzione Inps) è del 33%.
Qualsiasi lavoratore può essere impiegato con i PrestO, ad esclusione del settore agricolo, limitato ad alcune categorie.
Nuovo voucher: procedura online per 'PrestO' ma c'è nodo agricoli
Registrazione e attivazione: Per poter attivare una prestazione occasionale, è innanzitutto necessario che committente e lavoratore si registrino, con le loro credenziali, all’interno del portale Inps. All’interno del portale dell’Inps si troverà un’apposita piattaforma telematica, nella quale il committente dovrà attivare la prestazione inserendo una comunicazione. L’invio deve essere inoltrato entro un’ora dall’inizio della prestazione; è possibile avvalersi anche dell’aiuto di un intermediario (compresi i consulenti del lavoro) o attivare il contratto attraverso i servizi del contact center Inps-Inail.
La comunicazione deve contenere:
-i dati anagrafici e identificativi del prestatore;
-il luogo di svolgimento della prestazione;
-l’oggetto, la data e l’ora di inizio e di termine della prestazione;
-il compenso pattuito.
L’attivazione della prestazione è notificata al prestatore di lavoro direttamente dall’Inps, tramite sms o posta elettronica.
Se la prestazione non viene resa, il datore di lavoro ha 3 giorni per comunicarlo all’Inps; in caso contrario, l’Inps effettua comunque i pagamenti.
Il pagamento: è previsto un compenso netto per il lavoratore pari a 9 euro l’ora, questo viene effettuato dall’Inps entro il 15 del mese successivo a quello in cui è stata svolta l’attività lavorativa. Il pagamento avviene direttamente nel conto corrente indicato dal lavoratore; in mancanza, avviene tramite bonifico domiciliato alle Poste.
Il committente è tenuto a pagare la prestazione utilizzando il modello F24, senza, però, poter compensare eventuali crediti contributivi o fiscali. Non è invece possibile effettuare pagamenti presso le tabaccherie acquistando carnet di buoni, come avveniva con i vecchi voucher.
Chi può utilizzarli: ricordiamo che, perché possano essere utilizzati i presto, bisogna rispettare diversi limiti:
-l’impresa utilizzatrice, o il professionista, non deve superare i 5 addetti;
-l’impresa non deve appartenere al settore edile e non deve svolgere attività pericolose (come attività nelle cave e nelle miniere);
-l’utilizzatore non deve essere coinvolto nell’esecuzione di appalti di opere o servizi;
-l’utilizzatore non deve aver avuto, con lo stesso lavoratore, da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa;
-il compenso derivante dalla prestazione del singolo lavoratore non deve oltrepassare i 2500 euro annui;
-i compensi complessivi derivanti dai Presto non devono superare i 5000 euro annui (il tetto sale a 6250 euro, se la prestazione è resa da pensionati, giovani con meno di 25 anni purché iscritti a scuola o università, disoccupati, percettori di sussidi a sostegno del reddito);
-la singola prestazione non deve superare le 4 ore continuative;
-il compenso per singola prestazione non deve essere inferiore a 36 euro;
-non bisogna superare il tetto massimo di 280 ore annue.
Il lavoratore con contratto di prestazione occasionale ha inoltre diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali
Nota: secondo associazioni di categoria che seguono da vicino la situazione del lavoro stagionale prestato in agricoltura, sarebbero a rischio le raccolte estive di frutta e verdura e soprattutto la vendemmia, per gli "inammissibili" ritardi burocratici nello sviluppo della procedura informatica dell'Inps, che di fatto impediscono alle imprese agricole l'accesso agli strumenti che hanno sostituito i voucher. E' l'allarme lanciato dall'associazione degli agricoltori Coldiretti, in riferimento ai contenuti della circolare dell'Inps che detta le istruzioni operative per le nuove prestazioni occasionali. Questa infatti non consente alle imprese agricole di poter utilizzare la comunicazione preventiva per un arco temporale di tre giorni, prerogativa che la legge attribuisce al settore agricolo proprio in ragione delle sue specificità. Coldiretti denuncia: "A rischio sono opportunità di lavoro per 50 mila giovani studenti, pensionati e cassa integrati impiegati in agricoltura nell'attività stagionale".
Tuttavia, il divieto di utilizzare i nuovi contratti di prestazione occasionale in agricoltura non è assoluto: i presto, difatti, possono essere utilizzati anche dalle aziende agricole, nel caso in cui i lavoratori appartengano a determinate categorie, come studenti e pensionati. In questo modo, si vuole offrire una possibilità di lavoro in più ai soggetti svantaggiati, evitando che le prestazioni occasionali diano luogo ad abusi, come i voucher in passato. Non è chiaro, però, se alle aziende agricole, oltre alla limitazione relativa ai lavoratori che possono prestare servizio occasionalmente, si applichino i limiti dimensionali previsti dalla disciplina dei presto per la generalità delle imprese.
Aziende agricole, i PrestO per quali lavoratori: I lavoratori che possono svolgere una prestazione occasionale nelle aziende agricole sono:
-i pensionati (compresi i titolari di pensione d’invalidità);
-gli studenti fino a 25 anni di età;
-i disoccupati;
-i percettori di integrazioni al reddito.
Questi soggetti, poi, non devono risultare iscritti, nell’anno precedente, negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli e non devono avere in corso, né aver cessato da meno di 6 mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa) col committente.
Aziende agricole, i PrestO per quali imprese: Le imprese agricole che possono avvalersi dei PrestO possono avere qualsiasi volume d’affari. Le attività da retribuire con il novo contratto possono anche non essere stagionali.
La normativa non chiarisce, invece, se per le aziende agricole valga il limite dimensionale di 5 addetti, requisito necessario perché la generalità delle aziende e dei professionisti possano utilizzare i presto.
Sono pienamente validi, invece, i limiti economici previsti per la generalità degli utilizzatori dei PrestO.
In particolare:
-ogni azienda può erogare compensi, per i contratti di prestazione occasionale, fino a un massimo di 5.000 euro annui complessivi;
-ogni azienda può erogare compensi, per i contratti di prestazione occasionale, fino a un massimo di 2.500 euro annui per singolo prestatore;
-ogni prestatore può ricevere complessivamente non più di 5.000 euro annui.
Se la prestazione occasionale, però, viene resa da studenti, pensionati, disoccupati o cassaintegrati,  il tetto sale a 6250 euro annui per utilizzatore.
 Aziende agricole, il compenso per il lavoratore: Per i PrestO del settore agricolo, a differenza degli altri settori, il compenso minimo orario non è pari a 9 euro: la normativa, invece, rinvia alle retribuzioni orarie previste dalla contrattazione collettiva agricola per i rapporti di lavoro subordinato.
Il valore minimo orario, dunque, cambia a seconda della provincia e del tipo di attività svolto; non è ancora stato chiarito, inoltre, se il compenso minimo giornaliero, pari a 4 ore di lavoro, valga anche per il settore agricolo.
Sono invece identiche agli altri settori le aliquote relative ai contributi Inps (pari al 33%) e ai premi Inail  (3,5%).
Comunicazione della prestazione per le aziende agricole: 
Per quanto riguarda, infine, la comunicazione obbligatoria da inviare all’Inps per attivare la prestazione, questa deve indicare soltanto la durata dell’attività, con riferimento a un arco temporale sino a 3 giorni, senza l’indicazione della data e dell’ora di inizio e fine della prestazione.

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