Paralisi celebrale infantile, mostro silenzioso in 40mila famiglie da aiutare

10 maggio 2017 ore 11:15, intelligo
Angoscia e una gabbia che non ti fa esprimere. E' quanto prova chi vive la paralisi cerebrale infantile direttamente o indirettamente, un mostro silenzioso che non lascia scampo. Un bambino ogni cinquecento ne soffre, e quando arriva lei il danno è irreversibile. Colpisce il sistema nervoso centrale del feto oppure aggredisce il cervello del bambino nei primi anni di vita. Gli effetti sono devastanti: la perdita parziale o totale delle capacità motorie oltre a diversi disturbi delle capacità intellettive.
Paralisi celebrale infantile, mostro silenzioso in 40mila famiglie da aiutare
Indirettamente la gabbia avvolge pure la famiglia come ha spiegato Nicola Portinaro, direttore di Clinica Ortopedica all'Università di Milano e responsabile di Ortopedia e Neurortopedia pediatrica in Humanitas: "L'accettazione di avere un bambino che non crescerà mai, che andrà sempre nutrito, che andrà sempre pulito è una cosa difficilissima. Senza parlare del grosso problema del dopo di noi. Questo bambino sopravviverà ai genitori, e non sai cosa succederàa quel punto".
In Italia si parla di 40mila famiglie coinvolte dalla patologia dei figli. E oggi Ariel ha chiesto aiuto a tutti: sostenere le famiglie dei bambini è un dovere. Per chi combatte la paralisi cerebrale dentro le mura domestiche è stata pensata una raccolta fondi, ma bisogna fare in fretta: c'è tempo solo fino al 12 giugno.
"Basta pochissimo per fare tantissimo - ha dichiarato il professor Portinaro, direttore scientifico della Fondazione - bastano due euro con un SMS al 45517 per poterci permettere di fare grandissimi come per queste famiglie".
Chi chiama da rete fissa Vodafone, TWT e Convergenze può donare 5 euro. E' un piccolo gesto concreto di solidarietà, ma molto prezioso.
Dal 2003 la Fondazione Ariel aiuta bambini e famiglie ad opporsi al mostro silenzionso, come lo chiamano loro, con interventi concreti e percorsi terapeutici, dal supporto psicologico dei familiari contro lo stress cronico, fino al sostegno alla socializzazione, e all'assistenza legale.
"Lo Stato ha degli oneri economici importantissimi per questi bambini. Questi bambini fanno in media tre interventi per vita, quindi hanno un costo sociale importante - ha concluso Portinaro - Credo che una fondazione come Ariel abbia la potenzialità di aiutare le famiglie per quei problemi che vengono visti come marginali, ma di fatto non sono poi così marginali perché poter aiutare e sostenere una famiglia psicologicamente, come aiutarla dal punto di vista sociale, o indicarle quali sono i migliori specialisti per il suo bambino è altrettanto fondamentale come garantire l'assistenza sanitaria".

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autore / intelligo
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