Rosatellum bis, Di Maio governativo mobilita la piazza contro il Palazzo

10 ottobre 2017 ore 17:33, Andrea Barcariol
Di Maio di lotta e di governo contro l'approvazione della fiducia da parte del governo sulla legge elettorale, il “Rosatellum 2.0" (il testo è già stato approvato in commissione Affari Costituzionali con il sì di Pd, Ap, Lega, Forza Italia, Ala, Ci e Direzione Italia). Il candidato Premier del M5S ha chiamato ha raccolta i fedelissimi: «Per anni ci avete detto: convocateci in piazza e verremo. È arrivato il momento! Domani mercoledì 11 ottobre alle 13, Piazza Montecitorio. Saranno due giorni duri».

Rosatellum bis, Di Maio governativo mobilita la piazza contro il Palazzo
Una riforma elettorale definita più volte dal Movimento 5 Stelle "un golpe", con tanto di invito a Mattarella a intervenire. "Non si può fermare il corso della storia con una legge: credono di indebolirci invece finiranno per rafforzarci se saremo tanti e reagiremo" - ha spiegato Di Maio.  L'obiettivo è chiaro: far naufragare la nuova legge: "Noi dentro vuoi fuori: è il momento di fermare questa vergogna, pacificamente ma come popolo. Restate anche giovedì per il voto finale. Lasciate quello che state facendo e raggiungeteci. Da domani iniziano i voti di fiducia e poi il voto finale sarà segreto: più faremo pressione in piazza, più quel voto segreto potrebbe far saltare la legge". Un vero e proprio appello al popolo grillino in nome della "democrazia": "Abbiamo sempre rispettato questa vostra disponibilità senza mai abusarne ma adesso abbiamo bisogno di voi, di tutti, anche di chi non vota M5s perché siamo in piena emerge democratica - ha sottolineato Di Maio - la fiducia è un atto di imperio sulla peggiore legge della storia, una legge truffa concepita da un'accozzaglia di partiti che farà piombare l'Italia nel caos, favorendo l'inciucio Renzi-Berlusconi, con la benedizione di Salvini".

Contro la legge si sono schierati anche Fdi, sinistra italiana e Mdp. Dure le parole di Roberto Speranza: "Siamo ormai oltre i limiti della democrazia". Una situazione sempre più esplosiva, tanto che quando la ministra per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro ha posto a nome del Governo la fiducia  sulla riforma della legge elettorale nell'Aula della Camera è scoppiata la bagarre. La protesta dei deputati del Movimento 5 Stelle ha coinvolto anche il presidente della Camera, Laura Boldrini, contestata per non aver accolto la richiesta di convocare la giunta per il regolamento.


#dimaio #rosatellum #leggeelettorale





caricamento in corso...
caricamento in corso...