Fiamme e animali miccia sul Vesuvio. Si teme per 750 cani

12 luglio 2017 ore 17:13, intelligo

Hanno usato i gatti, i criminali che hanno appiccato l’imponente incendio sul Vesuvio. Le povere bestie sono stati cosparse di benzina e dati alle fiamme. Nel tentativo di fuggire hanno raggiunto la boscaglia più fitta dove è impossibile intervenire. C’è adesso preoccupazione per 750 cani che rischiano di essere travolti dai roghi. Una vera carneficina pensata come ultimo atto di una strategia criminale ha previsto otto inneschi differenti, partiti contemporaneamente in zone difficilmente raggiungibili.

Fiamme e animali miccia sul Vesuvio. Si teme per 750 cani
È questo l'ennesimo incendio doloso innescato da criminali esperti conoscitori della montagna, che hanno reso impossibile l'intervento dei vigili del fuoco.

Un fuoco di 2 km che ha visto l’impegno di oltre 600 uomini tra personale della Protezione Civile, della Sma Campania, vigile, carabinieri forestali e volontari.

Un’impressionante colonna di fumo sovrasta il Golfo di Napoli, fumo nero, denso, colmo di cenere che ha costretto tante famiglie ad evacuare, una nube che è passata da Napoli fino ad comuni vicini fino ad arrivare in Irpinia e nel beneventano. La Procura ha aperto un'inchiesta per incendio doloso, per ora a carico di ignoti.

Intanto sono stati chiusi tutti gli accesi al Vesuvio, evacuate case e ristoranti. Sgomberato anche il residence “Le mimose”, dove la prefettura aveva momentaneamente sistemato una quarantina di migranti.

La situazione più critica è quella dell’area vesuviana dove si sono uniti i due incendi che si erano sviluppati contemporaneamente ad Ercolano e ad Ottaviano, generando 100 roghi attivi che hanno attraversato l’Italia, raggiungendo il Salento.

autore / intelligo
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