Fusaro: "Gentiloni? "L'emblema degli Euroinomani. L'élite mondialista si è riorganizzata"

13 dicembre 2016 ore 11:36, Marta Moriconi
"Stiamo vivendo in un tempo in cui la democrazia esiste solo nominalmente", così Diego Fusaro commenta la nascita del governo Gentiloni ed esprime i suoi dubbi su IntelligoNews relativi ad obiettivi e priorità degli “euroinomani” di cui il premier sarebbe simbolo. 

I ministri del governo Gentiloni, Fusaro, che ne pensa? Ma non aveva vinto il No?

«Sono più o meno gli stessi che abbiamo visto in precedenza, sì, perché l'élite mondialista, che sperava che vincesse il Sì, dopo che ha vinto il No ha riorganizzato le mappe, imponendo un governo che portasse avanti con ancor più coerenza il proprio progetto. Ha vinto il partito mondialista dei signori della finanza, che sta massacrando le masse pauperizzate e precarizzate, post-borghesi e post-proletarie».

Boschi sottosegretario: come interpretare questa nomina? 

«La Boschi sottosegretario? Siamo al nichilismo edonista di facciata, che si presenta accattivante e in realtà copre il vuoto totale di questa politica, che è pura copertura imbellettata degli affari della finanza internazionale, globalista, che odia i diritti sociali dei lavoratori e i radicamenti nazionali degli Stati sovrani».

C'è chi parla di uno stato di "dittatura". Forse è esagerato, ma non c'è un deficit di democrazia?

«Stiamo vivendo in un tempo in cui la democrazia esiste solo nominalmente, perché democrazia implica, come ci insegna Aristotele, la possibilità per il demos di decidere sovranamente della propria vita politica ed economica, cosa che oggi non esiste perché decidono i mercati, siamo nel tempo del ricatto permanente dei mercati e dello spread. Non c'è alcuna democrazia. L'unica realtà libera sono i mercati, che ci impongono il loro dovere».

Sul web chi attacca parla di un deplorevole panorama politico: rispecchia la miseria intellettuale anche dei suoi elettori?

«Rispondo con una citazione di Pier Paolo Pasolini: "C'è da chiedersi cos'è più scandaloso: se la provocatoria ostinazione dei potenti a restare al potere o la politica passività del Paese ad accettare la loro fisica presenza"».

Gentiloni è il politico che chiedeva di cedere maggiore sovranità alla Ue e per questo su Twitter sono partite le critiche degli anti-europeisti.

«Gentiloni è l'emblema di quelli che io chiamo gli “euroinomani”, cioè dell'europeismo della cessione di sovranità, dove ovviamente non si specifica mai che la cessione implica che si ceda qualcosa a qualcuno. In questo caso lo Stato sovrano nazionale cede la propria sovranità a chi? A beneficio di enti non democratici come i mercati, la finanza, la Banca centrale europea? Non è cessione della sovranità ma sarebbe e si attuerebbe così la distruzione della sovranità».

Da Monti a Gentiloni, aspetti comuni e differenze? 

Fusaro: 'Gentiloni? 'L'emblema degli Euroinomani. L'élite mondialista si è riorganizzata'
«Da Monti a Gentiloni l'assenza di mandato democratico è il vulnus. Io sono un anti-capitalista e come tale dico che si va avanti a curare gli interessi dei signori del mondialismo, la classe dominante globale, la global class, che nel conflitto di classe sta massacrando la massa, che è composta dalla vecchia borghesia e dal vecchio proletariato, che io ho ridefinito “plebe postmoderna senza democrazia" che subisce in silenzio l'offensiva di queste élite sradicate e sradicanti, apolide, nemica dello Stato sociale ma anche sovrano».


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