L'imprenditore di Mister Zushi non trova lavoratori italiani per "vacanze" o "Km"

13 febbraio 2017 ore 17:23, Andrea De Angelis
Cristiano Gaifa. Veronese, proprietario e fondatore della catena di ristoranti giapponese fusion Zushi, ventuno locali sparsi per tutto il Nord Italia, di cui sei in Veneto, oltre alle prossime aperture a Villafranca di Verona, Roma e Miami Beach. Nella ristorazione il turnover è particolarmente veloce, i colloqui di lavoro sono frequenti. Questo non lo si può negare. Eppure gli aspiranti mancano all’appello. L'imprenditore Gaifa così si arrabbia e si è sfogato su Facebook, dando vita a un vero e proprio dibattito. "Se sento ancora parlare di disoccupazione giovanile racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto", ha detto. Ed è per questo che Il Corriere della Sera lo ha intervistato. 

Lo spirito di sacrificio
"Temo che abbiano ancora molte sicurezze economiche alle spalle. Ovvero, i genitori". Così esordisce Gaifa, intervistato da Francesco Chiamulera. Il problema dunque è generazionale: poiché le spalle sono coperte, poiché i conti si fanno anche in base a quante case di proprietà hanno i genitori, allora ecco la spiegazione ai tanti no che i giovani disoccupati si permettono, o meglio si permetterebbero di dire. Manca, in sostanza, lo spirito di sacrificio perché non c'è ancora la necessità di averlo. Questa almeno ciò che si evince da quella risposta. 

L'imprenditore di Mister Zushi non trova lavoratori italiani per 'vacanze' o 'Km'
Il problema sono i giovani italiani
La questione non è però omogenea, anzi. C'è una grande differenza tra giovani italiani e stranieri, così come tra giovani e anziani italiani. Il dito viene puntato in entrambi i casi contro la prima categoria. "Sa qual è la proporzione tra italiani e non italiani? Due a uno. Per ogni curriculum che ricevo di connazionali, ne ho almeno due di altri", dice Gaifa. "Lavapiatti, pulizie, gestione dei locali: abbiamo solo non italiani. Ma ci sono delle mansioni per le quali è richiesta una competenza linguistica molto buona. Tutti i lavori a contatto con il pubblico, insomma. Lì abbiamo richiesta. Ma manca la domanda. O per lo meno quella dei ventenni. Per i più anziani è diverso, lì c’è richiesta. Magari perché hanno una famiglia da mantenere, o sono divorziati e hanno il mutuo".

Alcuni casi 
"L’ultimo che ho incontrato, anche lui disoccupato, quando gli ho detto che avrebbe cominciato la settimana successiva mi ha risposto: “Eh, ma avevo prenotato una vacanza”. Con un altro, un veronese, è andata anche peggio. Ci ha chiesto dov’è il ristorante: a Borgo Trento. “Troppo lontano, abito a Borgo Milano”, ci ha detto. Neanche un chilometro di distanza, capisce?". Così l'imprenditore nel corso dell'intervista. In alcuni casi, poi, sembrano mancare addirittura le basi: "Alcuni vengono a colloquio con la fidanzata, o il fidanzato, e dobbiamo spiegare che è un colloquio individuale".

#Zushi #disoccupazione #lavoro

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