Picco influenza raggiunto, già 552mila casi nel 2017. Bambini più colpiti

14 gennaio 2017 ore 15:40, Micaela Del Monte
In questi primi giorni di gennaio è stato raggiunto il picco dell'influenza. Il numero di nuovi casi stimati nella prima settimana del 2017 è stato pari a 552.300, negli ultimi 7 giorni del 2016 ne erano stati registrati 603.400. L'analisi è di Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), secondo cui il virus, che finora ha colpito in totale 2 milioni e 486mila persone, costringerà a letto nelle prossime settimane poco più di un milione e mezzo di italiani.

Picco influenza raggiunto, già 552mila casi nel 2017. Bambini più colpiti
"Il sistema e i medici di famiglia stanno reggendo l'impatto dell'epidemia con un considerevole aumento del carico di lavoro, ancora più marcato a seguito della concentrazione dei casi nel tempo e nel periodo delle festività natalizie. E' una stima
- sottolinea Cricelli - che potrà essere modificata in relazione a eventuali recrudescenze dell'epidemia. Possiamo stilare un primo bilancio di metà stagione. La situazione è sotto controllo, quest'anno il virus è di media intensità: stiamo valutando le complicanze causate dalla malattia e le sindromi virali non influenzali sono, come sempre, più numerose di quelle determinate dall'influenza. Le cosiddette sindromi respiratorie acute, cioè le patologie delle prime vie aeree, includono il raffreddore comune e forme simili e possono quindi colpire anche le persone vaccinate contro l'influenza".

Nella settimana dal 2 all'8 gennaio, il livello di incidenza del virus in Italia è stato pari a 9,11 casi per mille assistiti. La fascia di età maggiormente colpita è stata quella dei bambini al di sotto dei cinque anni, in cui si è osservata un'incidenza pari a circa 17,47 casi per mille assistiti, e quella tra 5 e 14 anni (pari a 9,27). Nella prima settimana del 2017 tutte le Regioni italiane hanno affrontato il periodo epidemico. In Piemonte, Valle d'Aosta, Emilia-Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania e Basilicata si è osservata un'incidenza pari o superiore a 10 casi per mille assistiti.
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