Taxi, dopo 5 anni è sciopero: stop il 23 marzo, porta in faccia ad Uber

14 marzo 2017 ore 10:59, Andrea De Angelis
I tassisti non lasciano, anzi raddoppiano. Dopo i disagi creati lo scorso febbraio ai cittadini italiani, uomini e donne al volante delle auto bianche tornano nuovamente in piazza dopo aver indetto, questa volta, uno sciopero. Le braccia verranno incrociate giovedì 23 marzo, dalle 8 alle 22. Si prevede una giornata di fuoco dunque, soprattutto in quelle città dove un mese fa (vedi Roma) i disagi causati dal blocco furono evidenti per la cittadinanza. La soluzione, dunque, non si è trovata. L'ultimo sciopero della categoria era stato proclamato nel 2012 quando era in carica il governo Monti. "Ancora una volta siamo stati umiliati: il governo non è stato in grado di fornire alcun tipo di risposta a delle semplici domande, nascondendosi dietro la sovranità del parlamento", hanno dichiarato i sindacati.

Taxi, dopo 5 anni è sciopero: stop il 23 marzo, porta in faccia ad Uber
ANTITRUST
"Riteniamo necessaria una riforma completa del settore della mobilità non di linea (taxi e ncc) che è regolata da una legge ormai vecchia di 25 anni". Con una segnalazione al Parlamento e al Governo l'Antitrust sollecita una riforma del settore dei taxi, la cui regolamentazione risale ormai al 1992, L'Authority chiede un alleggerimento delle regole esistenti, allegerimento però che previsto dall'emendamento Lanzillotta inserito nel Milleproproghe ha mandato su tutte le furie i tassisti che hanno bloccato le città per tre giorni. 

UBER
Anche Uber ha tentato un passo verso il dialogo, rifiutato però senza appello. Attraverso una lettera, inviata a tutte le sigle sindacali dei taxi, Uber ha infatti sollecitato un incontro a porte chiuse "per discutere di proposte concrete che possano vederci collaborare da qui in avanti". Il messaggio, così come riportato dal Corriere, poggia sulla necessità di dialogare, archiviando "il troppo tempo speso su un confronto che non guarda solo al passato, penalizzando i consumatori che di questo non hanno colpe. Vogliamo guardare al futuro e vorremmo farlo anche con voi". Un appello che i rappresentati sindacali dei tassisti hanno però respinto.

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