Chiude Pasta "Agnesi", addio all'ennesimo marchio italiano dei fusilli 102

15 dicembre 2016 ore 17:11, Luca Lippi
Il piccolo ma famoso pastificio di Imperia non è più in grado di soddisfare le nostre velleità culinarie. Un noto spot dei tempi d’oro recitava “silenzio, parla Agnesi”, purtroppo ora Agnesi non ha più nulla da dire, esattamente alle 6.30 di ieri (14 dicembre), i macchinari dello storico pastificio imperiese hanno prodotto il loro ultimo chilogrammo di pasta: “Fusilli 102”. 
Ieri alle 14,si è consumato l’ultimo giorno di lavoro per i dipendenti che hanno scelto la mobilità, dopo l’annunciata chiusura della storica industria da parte del Gruppo Colussi. 
Parliamo di un centinaio di dipendenti della storica casa di produzione artigianale, circa 70 resteranno a casa scaglionati, dal 16 dicembre, dal 2 gennaio e l’ultimo gruppo da marzo del 2017.
Una quindicina ha accettato il trasferimento nel pastificio di Fossano (Cuneo). Da domani inizieranno le procedure di pulizia, sorveglianza e messa in sicurezza dei macchinari, che richiederanno qualche mese. 
La chiusura avviene dopo un paio di anni di battaglie sindacali, scioperi, incontri con politici e imprenditori, tutti finalizzati a tenere in vita la produzione di un marchio, assieme al quale se ne va pure un piccolo pezzo di storia di Imperia.

Chiude Pasta 'Agnesi', addio all'ennesimo marchio italiano dei fusilli 102

Quella del pastificio Agnesi è una storia romantica, tutta italiana come tutte le storie degli artigiani che impegnano risorse per promuovere il loro prodotto oltre i confini territoriali, creando occupazione e appartenenza con la comunità locale.
Agnesi è uno dei più antichi marchi di pasta della storia italiana che ha iniziò nel 1824 con l'acquisto di un mulino a Pontedassio da parte di Paolo Battista Agnesi, che consentiva di macinare 120 quintali di grani al giorno e produrre direttamente la pasta.
L'introduzione di nuovi metodi di macina, appresi in Francia dal figlio Giuseppe, consentì di aumentare la produzione e spinse la famiglia ad armare una propria flotta di velieri per rifornirsi dall'Ucraina del taganrog (che allora era considerato il miglior grano duro del mondo). Per questa ragione il veliero rimarrà poi nel simbolo dell'azienda. 
Fu inoltre aperto un altro grande mulino vicino al porto di Oneglia per garantire un approvvigionamento di materie prime più rapido e costante; nacque così la Ditta Paolo Agnesi e Figli.
Nel 1888 il figlio primogenito di Paolo Agnesi, Giacomo, subentrò al padre alla guida dell'impresa. L'anno prima il terremoto del 1887 aveva distrutto il mulino di Pontedassio e danneggiato quello di Oneglia e così fu deciso di abbandonare lo stabilimento dell'entroterra per concentrare le attività sulla costa. 
A Oneglia venne edificato un nuovo molino a tre piani con annesso pastificio, mentre la produzione fu ulteriormente velocizzata con il passaggio dalla pressa idraulica alla pressa continua. Lo stabilimento venne inoltre dotato di uno scalo ferroviario interno che, insieme al collegamento portuale, garantì l'ottimizzazione dei trasporti.
Nel XX secolo lo stabilimento si avviò verso l'automazione integrale grazie anche all'ingresso nell'impresa del figlio di Giacomo, Vincenzo. 
Il processo si completò soltanto alla fine della prima guerra mondiale quando, grazie anche all'integrazione produttiva tra mulino e pastificio, si riuscì a produrre spaghetti senza intervento manuale. Nel frattempo, nel 1917, l'azienda fu trasformata in società per azioni con un capitale di 272 milioni di lire.
Nel 1929, alla morte di Giacomo Agnesi, Vincenzo gli subentrò alla presidenza del consiglio di amministrazione rimanendo alla guida della ditta fino agli anni settanta. 
Da allora l'azienda visse un periodo di difficoltà che portò nel 1980 alla nascita della Agnesi Srl, immediatamente trasformata in Agnesi SpA.
Nel 1987 il gruppo Danone comprò le prime quote della società e nel 1995 acquistò dalla famiglia Agnesi il pieno controllo sull'azienda. 
Nel 1997 Danone cedette Agnesi alla banca d'affari Paribas che a sua volta la mise in vendita. L'acquisto venne concluso nel 1999 dal gruppo alimentare italiano Colussi, insieme a Banca Commerciale Italiana e Banca Euromobiliare.
Ieri, 14 dicembre, alle ore 6:30 “silenzio…non parla più neanche Agnesi”.

autore / Luca Lippi
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