Terremoto, Protezione civile: 23 mld di danni. "Serve no tax area"

15 febbraio 2017 ore 21:33, Adriano Scianca
Nel complesso per l'intera sequenza dei terremoti, dal 24 agosto scorso ad oggi, i danni subiti dalle regioni del Centro Italia ammontano a 23miliardi e 530 milioni di euro, di cui 12,9 miliardi si riferiscono ai danni relativi agli edifici privati e 1,1 miliardi di euro agli edifici pubblici. È questa la stima del Dipartimento della Protezione Civile, che  ha trasmesso a Bruxelles, tramite la Rappresentanza permanente d'Italia, il fascicolo completo relativo alla stima dei danni e dei costi causati dagli eventi sismici che dal 24 agosto 2016 hanno interessato l'Abruzzo, il Lazio, le Marche e l'Umbria. 

Terremoto, Protezione civile: 23 mld di danni. 'Serve no tax area'

OBBIETTIVO: ATTIVARE IL FSUE
Il fine è quello di attivare il Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE), che ha lo scopo di sostenere gli Stati membri dell'Ue colpiti da catastrofi naturali. La stima comprende danni diretti, sia pubblici sia privati - vale a dire quelli che hanno provocato la distruzione di edifici, di infrastrutture, di raccolti e anche quelli che hanno colpito industrie e imprese, il patrimonio culturale, le reti di distribuzione dell'energia, del gas, dell'acqua - e i costi eleggibili, sostenuti dallo Stato per far fronte all'emergenza. L'Italia aveva presentato la richiesta di attivazione del Fondo il 16 novembre, in ottemperanza al regolamento, fornendo una prima stima dei danni e dei costi calcolati fino al 25 ottobre 2016; a causa del protrarsi dell'emergenza per le nuove e continue scosse negli stessi territori - con particolare riferimento a quelle del 26 e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017 - il Dipartimento della Protezione Civile si era riservato di produrre una integrazione alla documentazione per rappresentare il quadro completo riferito all'intera sequenza sismica. 

"SERVE UNA NO TAX AREA"
Intanto arrivano le proposte per rilanciare l'economia delle zone colpite. “Misure eccezionali per situazioni eccezionali. Da questa equazione non si sfugge. Se vogliamo davvero dare un futuro a questo territorio non possiamo derogare dal prendere decisioni coraggiose, di ampio respiro, le uniche in grado di dare una speranza concreta a chi ha ancora voglia di investire, creare impresa, lavoro, occupazione. Le uniche che possono davvero arrestare il progressivo spopolamento delle aree colpite dal sisma”. Lo ha detto Alessandro Di Venanzio presidente di Unindustria Rieti. La proposta è di istituire un “no tax area. E non per un anno. Ne servirebbero almeno cinque. È l'unica misura in grado di dare respiro alle aziende del territorio che vogliono ripartire e investire e, allo stesso tempo, di attrarre imprese da fuori. Si rimetterebbe in moto il tessuto economico e sociale del cratere”.
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