Palazzina killer a Bari, aperte le indagini: "27 tumori in 27 case"

16 dicembre 2016 ore 9:26, Andrea De Angelis
Sono 27 i casi di tumore registrati in altrettanti appartamenti di una palazzina di Bari, nel quartiere Japigia. Ci troviamo in via Archimede 16, la storia è così incredibile da aver fatto scattare le indagini per possibile inquinamento ambientale. 

Gli allarmismi, purtroppo, sono immediatamente correlati a simili vicende. Un qualcosa di naturale, ovvio, ma che deve anche essere combattuto nella misura in cui le indagini e i controlli porteranno a dei risultati. Appare evidente dunque l'anomalia, adesso occorre al più presto capirne le cause. Gli abitanti della palazzina non credono più alle coincidenze. 
Come riporta La Repubblica, non si tratterebbe di inquinamento elettromagnetico. È uno dei primi dati emersi dalle indagini avviate dall'Arpa (l'Agenzia regionale protezione ambiente) e dalla Asl di Bari sulla palazzina in via Archimede 16. I primi sopralluoghi dei tecnici dell'Agenzia per individuare possibili fonti di inquinamento ambientale, disposti dal direttore generale Vito Bruno subito dopo la segnalazione del caso da parte dei condomini, hanno riguardato le aree esterne al palazzo per realizzare una mappa del territorio alla ricerca di potenziali fattori di rischio.
Palazzina killer a Bari, aperte le indagini: '27 tumori in 27 case'
"È stata effettuata una ricognizione in un raggio di 300 metri intorno all'edificio ed è stata rilevata la presenza della collina ecologica ex discarica di rifiuti - scrive nella relazione di servizio l'Arpa - A vista e comunque a una distanza maggiore di 300 metri erano visibili impianti radiotrasmittenti ubicati sui lastrici di alcuni palazzi della zona (distanza dall'edificio fra 300 e 500 metri). A tale proposito si specifica che tali impianti, ubicati in via Papalia e in via Toscanini, risultano conosciuti e controllati. A una distanza di circa un chilometro risulta la presenza del depuratore Bari Est, regolarmente controllato negli scarichi, presso il quale è ubicata una torre con impianti radiotrasmittenti, anch'essa conosciuta e controllata. Non sono evidenti all'esterno del fabbricato ulteriori fonti di possibile inquinamento ambientale".

Si moltiplicano intanto le richieste di aiuto da parte dei condomini. Anche la politica locale si muove, in particolare il Movimento 5 Stelle sembra in prima linea per questa battaglia. Questo il post scritto da un esponente pentastellato, Italo Carelli, e ripreso dal sito noinotizie.it: "Abbiamo visitato lo stabile dal terrazzo fino agli scantinati, abbiamo raccolto dati che ci serviranno per aiutarci a capire meglio questo anomalo fenomeno e soprattutto a muoverci nelle Istituzioni con più cognizione di causa. Ma principalmente abbiamo sentito “Storie”. Come quella di A., del suo arrivo tribolato in quella casa nel 1982, ” in quell’anno vinsi 2 Mondiali”, della scoperta della malattia di sua figlia e della felicità della guarigione. Della rabbia e del dolore di aver visto però morire amici e amiche, alcuni di essi anche giovani. A lui e agli altri Cittadini baresi che vivono li, le promesse fatte e non mantenute di capire le cause non bastano più e non bastano più nemmeno a noi!!! Per assurdo, in parte, ci consolerebbe sapere alla fine della storia che si possa essere trattato solo di un beffardo e crudele destino, che abbia voluto concentrare in quei 9 piani di cemento e ferro tanto dolore e sofferenza. Ma non riusciamo a scrollarci la paura che possa esserci sotto “la mano” dell’uomo. Per questo motivo non molleremo la presa fino a che non sapremo la verità. Lo dobbiamo ad A., a sua figlia, alle famiglie dei 16 Cittadini baresi che non ci sono più e a quelli che ancora combattono il Male bastardo…".
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