Smog, Ue "minaccia" l'Italia: seconda fase della procedura di infrazione

16 febbraio 2017 ore 9:41, Micaela Del Monte
Ha preso il via la seconda fase della procedura d'infrazione contro l'Italia e altri Paesi - Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna - per l'inquinamento eccessivo da biossido d'azoto (NO2) riscontrato nell'aria di città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. La Commissione Europea ha infatti inviato un parere motivato nel quale si contesta la violazione della direttiva Ue del 2008 e si chiede di spiegare entro due mesi come intendono mettersi in regola.

Smog, Ue 'minaccia' l'Italia: seconda fase della procedura di infrazione
Bruxelles ha precisato che "la maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale" e in particolare dai motori diesel. Se gli Stati membri non agiranno entro due mesi per mettere in campo "misure idonee" a risolvere il problema, si sottolinea nella nota, "la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia dell'Unione europea". Quindi l'Ue "sollecita ad agire per garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica" ricordando che più di 400 mila cittadini muoiono prematuramente nell’Unione Europea ogni anno a causa della scarsa qualità dell’aria. Milioni di persone, inoltre, soffrono di malattie cardiovascolari e respiratorie causate dall'inquinamento atmosferico.

Nel 2013 il persistere di elevati livelli di NO2 ha causato quasi 70 000 morti premature in Europa: pressoché tre volte il numero dei decessi causati da incidenti stradali nello stesso anno. La legislazione dell'Ue sulla qualità dell'aria ambiente (direttiva 2008/50/CE) stabilisce valori limite per gli inquinanti atmosferici, tra cui l'NO2; in caso avvengano superamenti, gli Stati membri sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscono misure adeguate a rimediarvi nel più breve tempo possibile.
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