Corruzione e terremoto, perché è indagato il presidente dell'Abruzzo D'Alfonso

17 febbraio 2017 ore 9:33, Andrea De Angelis
"Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine". Lo dice il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, così come riportato dall'agenzia Ansa. "Ho fiducia nell'operato della magistratura così come ne avevo in passato - dice - quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative". Questa dunque la difesa del presidente della Regione dopo il blitz dei carabinieri a palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale. 

Il caso
Secondo l'Ansa, sono stati sequestrati documenti relativi alla gara per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009. Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro è stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia. Nell'ambito dell'inchiesta il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, è indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Secondo quanto si è appreso, scrive ancora la principale agenzia italiana, il governatore è coinvolto insieme a un'altra quindicina di persone tra funzionari e imprenditori. In corso perquisizioni anche domiciliari in diverse città d'Abruzzo, dopo quella negli uffici regionali di palazzo Silone. Oltre che dai Carabinieri, l'indagine è portata avanti anche dalla Polizia di Stato.

Corruzione e terremoto, perché è indagato il presidente dell'Abruzzo D'Alfonso
La difesa
"Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione". Così - in una nota - il presidente della Giunta regionale dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, in merito al sequestro, da parte dei Carabinieri, di documenti sulla gara da 13 milioni di euro per l'affidamento della ricostruzione di palazzo Centi. Nella mattina di oggi (ieri, ndr), riferisce poi nella nota D'Alfonso, "sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono: il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L'Aquila; un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne; interventi - al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini - di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.
   
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