I Campi Flegrei fanno paura, allarme reale: per Ingv e UCL "vicini all'eruzione"

17 maggio 2017 ore 10:44, Micaela Del Monte
Se ne parla ormai da diverso tempo e l'Ingv aveva già lanciato l'allarme oltre un anno fa: "Il vulcano dei Campi Flegrei è più vicino all'eruzione di quanto si pensi". Così si riaccende la preoccupazione e viene introdotta la ricerca sul supervulcano dello University College di Londra pubblicata su Nature Communication. Lo studio, realizzato in collaborazione con due ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano dell'Istituto di Geofisica e Vulcanologia, mette in evidenza segnali sempre più preoccupanti sull'attività dei Campi Flegrei.

I Campi Flegrei fanno paura, allarme reale: per Ingv e UCL 'vicini all'eruzione'
LA RICERCA
-
Stando alla ricerca, il vulcano sembra essere sempre più vicino alla sua fase critica: lo studio infatti mette in luce la possibilità di una nuova eruzione del vulcano tra capo Miseno e il promontorio di Posillipo: "Il vulcano - si legge nel comunicato dell'UCL - è stato irrequieto per 67 anni, con periodi di due anni particolarmente intensi negli anni Cinquanta, Settanta e Ottanta, che hanno causato piccoli e locali terremoti e sollevamento del terreno. Un simile comportamento si è verificato oltre 500 anni fa, quando per arrivare all'eruzione del 1538 ci è voluto un secolo".

NUOVO MODELLO FRATTURAZIONE - Per scoprire se il vulcano dei Campi Flegrei si stia preparando a una nuova eruzione, gli scienziati hanno quindi utilizzato un nuovo modello di fratturazione del vulcano sviluppato dall'UCL, concludendo che i movimenti a partire dagli anni '50 hanno avuto un effetto 'cumulativo': hanno causato cioè un accumulo di energia nella crosta rendendo il vulcano più suscettibile all'eruzione. Una scoperta che ha necessariamente messo in discussione le certezze precedenti, quando si pensava che l'energia si disperdesse dopo ogni periodo di 'disordine'. "Studiando come il terreno sta scivolando e muovendosi nei Campi Flegrei -  spiega Christopher Kilburn, direttore dello UCL Hazard Centre a capo della ricerca.-, pensiamo che ci si stia avvicinando a una fase critica in cui ulteriori movimenti aumentano la possibilità di un'eruzione. Per questo - avverte - è imperativo che le autorità siano preparate". "Non sappiamo - continua l'accademico - quando e se il disordine che attraversa il vulcano a lungo termine porterà a un'eruzione, ma Campi Flegrei sta seguendo una tendenza che abbiamo visto durante il test del nostro modello su altri vulcani [...]. Ci stiamo avvicinando al momento in cui possiamo prevedere le eruzioni di vulcani che sono stati tranquilli per decenni utilizzando modelli fisici dettagliati per capire come si sviluppano i movimenti precedenti".

DINAMICA IN ATTO - "Non sappiamo quando e se questa lunga fase di irrequietezza porterà a un'eruzione, ma i Campi Flegrei seguono una tendenza che è la stessa i che abbiamo visto durante le ricerche condotte su altri vulcani: come il Rabaul in Papua Nuova Guinea, l'Hierro alle Canarie e il Soufriere Hills sull'isola caraibica di Montserrat" spiega ancora Christopher Kilburn. L' Ingv dal canto suo ci ha tenuto a precisare in una nota che "la ricerca ha una valenza essenzialmente scientifica, priva al momento di immediate implicazioni in merito agli aspetti di protezione civile" e rileva che il livello di allerta nei Campi Flegrei resta giallo, ossia di attenzione, come è dal dicembre 2012. ''I segnali indicano che c'è una dinamica in atto, ma non sappiamo se questa 'agitazione' a lungo termine porterà ad un'eruzione'', ha detto all'ANSA il vulcanologo Stefano Carlino coautore della ricerca con Giuseppe De Natale"Non sappiamo quale sia la soglia di criticità dell'energia accumulata'', ha aggiunto Carlino. Tuttavia il modello indica che se la situazione evolverà verso un'eruzione ''questa potrebbe essere simile a quella del 1538, che è stata piccola rispetto a quelle catastrofiche che hanno generato la caldera dei Campi Flegrei''.
caricamento in corso...
caricamento in corso...