Parte la sperimentazione del 5G in Italia: tra le 5 città manca Roma

17 marzo 2017 ore 12:54, Andrea De Angelis
Iniziamo innanzitutto con lo spiegare cosa indica quella G maiuscola dopo il numero. In realtà è molto più semplice di quanto si possa immaginare visto che significa semplicemente "generazione". E così, come ogni ordine progressivo che si rispetti, si passerà dalla prima alla seconda e via via crescendo, fino appunto alla quinta. Il vero salto storico vi è stato con il passaggio dal 2G al 3G perché, come vedremo tra un attimo, si è rivoluzionato il concetto stesso di telefono cellulare. La telefonia mobile ora si appresta, anche in Italia, a dare il benvenuto alle tecnologie di quinta generazione

Parte la sperimentazione del 5G in Italia: tra le 5 città manca Roma
LE CINQUE PRESCELTE
Parte dunque la sperimentazione del 5G in Italia che interesserà 5 città italiane: l'area metropolitana di Milano, Prato, L'Aquila, Bari e Matera. Lo annuncia il ministero dello Sviluppo economico, che pubblica sul proprio sito l'avviso pubblico relativo ai progetti per dotare l'Italia di una tecnologia per reti mobili superveloce. Nel suo Action Plan per il 5G, come ricorda puntualmente l'Ansa, la Commissione europea invita a individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare la sperimentazione del 5G. "Vogliamo essere - afferma nella nota il sottosegretario Antonello Giacomelli - nel gruppo di testa".

C'ERA UNA VOLTA IL 2G
2G è un'abbreviazione usata nell'ambito della telefonia cellulare per indicare le tecnologie di seconda generazione. Esse sono state lanciate commercialmente nel 1991 con l'introduzione dello standard GSM da parte della compagnia finlandese Radiolinja. La differenza principale fra le reti di prima e quelle di seconda generazione è che queste ultime sono completamente digitali. 
Il primo paese a introdurre la tecnologia 3G su scala commerciale è stato il Giappone: nel 2005 circa il 40% delle utenze erano esclusivamente su reti 3G e la transizione della maggior parte delle utenze da reti 2G a 3G. I servizi abilitati dalle tecnologie di terza generazione consentono il trasferimento sia di dati "voce" (telefonate digitali) sia di dati "non-voce", ad esempio download da internet, invio e ricezione di email e instant messaging.
Nell'ambito della telefonia mobile con il termine 4G si indicano relativamente a tale campo, le tecnologie e gli standard di quarta generazione successivi a quelli di terza generazione, che permettono quindi applicazioni multimediali avanzate e collegamenti dati con elevata banda passante.

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