Incubo smog nel Nord Italia: blocco per i diesel Euro 3 e 4 anti Pm10

17 ottobre 2017 ore 9:16, Andrea Barcariol
Al via oggi le misure temporanee per il blocco della circolazione delle auto più inquinanti per contrastare l'allarme smog. È quanto prevede l’accordo di programma del bacino padano adottato il 9 giugno dalla Regione Lombardia con Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e il Ministero dell’Ambiente, a seguito dei superamenti del limite dei 50 microgrammi per metro cubo delle polveri sottili Pm10 nell’area metropolitana di Milano registrati negli ultimi giorni dalle centraline Arpa (complice il bel tempo delle ultime settimane e l'assenza di piogge).

Incubo smog nel Nord Italia: blocco per i diesel Euro 3 e 4 anti Pm10
Il blocco resterà attivo fino a quando non verranno certificati da Arpa due giorni successivi di valori sotto i 50 mg. Le misure stabiliscono che dal lunedì alla domenica compresa è vietata la circolazione ai veicoli per il trasporto persone alimentati a gasolio fino alla classe 4 inclusa dalle 8.30 alle 18.30 e ai veicoli per il trasporto merci alimentati a gasolio fino alla classe 3 compresa dalle 8.30 alle 12.30. Inoltre è vietato utilizzare sistemi di riscaldamento a legna, accendere falò, barbecue, fuochi d’artificio ed è obbligatorio ridurre di un grado centigrado la temperatura all’interno delle abitazioni.
Anche per i mezzi commerciali ad alimentazione diesel il blocco è confermato fino alla classe euro 4, ma con orario 8,30-14 e 16-19 dal lunedì al venerdì, 8.30-15 e 17-19 il sabato e nei giorni festivi. La decisione verrà formalizzata oggi durante la riunione di giunta. Sarà fatta un'ordinanza ad hoc per partire con i divieti: è prevista l'esenzione per i car pooling, ovvero le auto con almeno tre persone a bordo.
In giunta passerà anche una delibera-quadro per gestire le misure antismog nel periodo invernale, che entrerà in vigore dopo l'approvazione della delibera della giunta regionale. "I livelli di polveri sottili sono troppo alti - dice l'assessore all'Ambiente Alberto Unia - dovevamo intervenire". La perturbazione attesa per la seconda metà della settimana, più debole del previsto, non sembra però in grado di cambiare le cose.

DATI
Sono 32 le città italiane che nel 2016 hanno superato la soglia di polveri sottili consentita per legge. Torino, Frosinone e Milano sono in testa alla classifica dei capoluoghi di provincia presentata oggi da Legambiente ed elaborata su dati Arpa. Il decreto legislativo 155/2010 prevede che le concentrazioni superiori ai 50 microgrammi al metro cubo possano verificarsi per un numero massimo di 35 giorni, nell’anno appena terminato nel capoluogo del Piemonte è accaduto per 86 giorni, a Frosinone 85, a Milano e Venezia 73. “

VITTIME
L'Italia conquista un altro primato davvero poco invidiabile: quello del maggior numero di morti per inquinamento atmosferico. E' quanto emerge dal rapporto "La sfida della qualità dell'aria nelle città italiane" presentato al Senato dalla Fondazione sviluppo sostenibile, 'think tank' presieduto dall'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi. Numeri simili a un bollettino di guerra: l'Italia, infatti, ha circa 91.000 morti premature all'anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Il nostro Paese ha una media di 1.500 morti premature all'anno per inquinamento per milione di abitanti, rispetto a una media europea di 1.000.
La zona dove il particolato fine uccide di più è l'area di Milano e hinterland, poi Napoli, Taranto, l'area industriale di Priolo in Sicilia, le zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma. La zona più inquinata in assoluta dalle PM2,5 è la Pianura Padana, soprattutto intorno a Milano e fra Venezia e Padova. Poi Napoli, Taranto, la Sicilia sudorientale, Frosinone, Benevento, Roma e la valle dell'Arno.

CAUSE E SOLUZIONI
Tra i principali motivi dei decessi, l'elevato numero di vetture (molte vetuste), trasporti pubblici insufficienti, scarsa diffusione di veicoli elettrici e ibridi, caldaie condominiali obsolete e inquinanti, uso eccessivo di legna e pellet. Non solo. L'industria, invece, ha ancora limiti di emissioni troppo bassi. La ricerca della Fondazione propone anche una decina di azioni da adottare per migliorare la situazione. In primo luogo una strategia nazionale che sostenga i Comuni; riduzione delle auto private; investimenti sul trasporto pubblico urbano; incentivi ai mezzi elettrici e ibridi; vasta campagna per il rinnovo degli impianti di riscaldamento; riduzione dell'uso delle biomasse.


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