Latte e formaggi Made in Italy: arriva etichetta d'origine come in Francia

18 aprile 2017 ore 10:02, Andrea De Angelis
Il latte Made in Italy sarà riconoscibile da un'etichetta ad hoc. Il provvedimento era stato annunciato dall'allora premier Matteo Renzi e dal ministro delle politiche agricole Maurizio Martina lo scorso autunno, in occasione della Giornata nazionale del latte italiano a Milano organizzata da Coldiretti. Per quanto riguarda i diritti dei consumatori si tratta di una piccola, grande rivoluzione che mette l'Italia sulla stesso piano della vicina Francia, nazione dove il provvedimento è stato preso già lo scorso anno per la gioia di produttori e cittadini. Ma cosa cambierà in sostanza? Quali sono i commenti degli addetti ai lavori e da quando l'etichetta diventerà obbligatoria?

ETICHETTA DAL 19 APRILE
Finita la Pasqua e tolte dagli scaffali uova di cioccolato e colombe di vario tipo, arrivano invece le etichette sui prodotti caseari. Si parte infatti domani, mercoledì 19 aprile, dopo un'attesa lunga mesi. Una novità dunque che comporterà per i produttori un'onere in più, ma anche l'onore di mostrare come il loro cibo proposto ai consumatori sia rigorosamente prodotto nello Stivale. L'etichetta del Made in Italy, dunque, quella che nel mondo ci invidiano e che, purtroppo, cercano anche puntualmente di copiare o riprodurre, in modo non legale. La tutela, dunque, è sì per chi consuma formaggio e latte, ma anche per coloro che li producono e non vogliono più subire una concorrenza sleale a mercati e supermercati.

Latte e formaggi Made in Italy: arriva etichetta d'origine come in Francia
UN'ATTESA LUNGA MESI
Lo scorso autunno l'Italia trovò l'accordo per l'etichettatura di latte e formaggi. Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, ha dichiarò allora: "Con l'etichettatura di origine si dice finalmente basta all'inganno del falso Made in Italy, con tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia che sono stranieri, cosi come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero; ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio riportarlo in etichetta". Coldiretti osservò già lo scorso ottobre che  "il via libera comunitario risponde alle esigenze di trasparenza degli italiani, che secondo la consultazione pubblica online del Ministero delle Politiche agricole, in più di 9 casi su 10, considerano molto importante che l'etichetta riporti il Paese d'origine del latte fresco (95%) e dei prodotti lattiero-caseari quali yogurt e formaggi (90,84%), mentre per oltre il 76% lo è per il latte a lunga conservazione". 

COSA SAPREMO
Il provvedimento riguarda l'indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari che dovrà essere indicata in etichetta con: "paese di mungitura, nome del paese nel quale è stato munto il latte, paese di condizionamento, nome della nazione nella quale il latte è stato condizionato, paese di trasformazione, nome della nazione nella quale il latte è stato trasformato". Ecco perché è corretto parlare di rivoluzione. Qualora il latte o il latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato e trasformato nello stesso paese, l'indicazione di origine può essere assolta con la dicitura: "origine del latte: nome del paese". 

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