Terremoto: la polemica M5S sugli edifici già riqualificati inagibili e come "esplosi"

18 ottobre 2017 ore 17:04, Luca Lippi
Il Movimento 5 stelle torna sul terremoto del Centro Italia. Nello specifico, i consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (ovviamente in quota M5S) nella seduta odierna dedicata al question time, hanno chiesto alla Giunta regionale un rapporto preciso riguardo "gli edifici pubblici di rango nazionale, regionale e comunale, nonché ecclesiastici, classificati in Umbria dalla scheda Aedes nella tipologia 'E' (totalmente inagibile), eppure già sottoposti a riqualificazione in ossequio alla normativa post sisma 1997-1998". L'interrogazione dei due consiglieri va anche oltre l'interesse per gli edifici pubblici ed ecclesiastici. Hanno chiesto anche un elenco degli edifici privati "il numero degli edifici privati in classe 'E', oggetto degli interventi post sisma 1997-1998". 
Terremoto: la polemica M5S sugli edifici già riqualificati inagibili e come 'esplosi'

Nella sostanza, a margine del controllo sullo stato dell'arte delle indagini ispettive sui luoghi del sisma, è emerso che "con la crisi sismica apertasi il 24 agosto 2016, una parte d'Italia ha perso pezzi non marginali del proprio patrimonio pubblico, cosi' come parti significative di quello storico-culturale". Ad ogni modo, è stato altresì sottolineato che "Sorprende la totale rovina di alcune opere ricostruite-adeguate-migliorate sismicamente a seguito degli eventi del 1997-1998 (terremoto Umbria-Marche), vicende meritevoli di opportuni approfondimenti sia relativamente all'efficacia della normativa di allora che al suo effettivo rispetto in fase di esecuzione lavori" . A tale proposito, Liberati ha voluto rimarcare che "Pur non essendosi registrate vittime , visto pure che tanti sfollarono a seguito del sisma precedente del 26 ottobre, tra gli immobili crollati o irrimediabilmente danneggiati ci sono numerosi edifici ecclesiastici, ma anche di proprietà pubblica. Parimenti non sarebbe ancora partito un monitoraggio dello status edilizio e un confronto dei relativi dati concernenti gli edifici privati riqualificati post sisma 1997-1998, soprattutto in vista del massimo perfezionamento del modello ricostruttivo. Si registra un ampio immobilismo, mentre il partito degli affari è già al lavoro sul campo e non da oggi. Noi vogliamo capire quanti edifici già ricostruiti dopo il sisma del '97 siano stati nuovamente danneggiati e quanti sono inagibili". 
L'assessore Antonio Bartolini ha risposto che "nei dati forniti dalla Protezione civile riguardo le schede Aedes non c'èla dicitura se l'immobile fosse stato o meno danneggiato da eventi sismici del passato". Poi ha proseguito "Sulla base dell'esperienza e delle cognizioni raccolte, gli uffici ritengono che questo genere di edifici non sia arrivato al punto di crollare. Una risposta sarà data nei prossimi mesi quando ci sarà una banca dati degli edifici danneggiati. Va evidenziato che per decreto si prevede il finanziamento di edifici già ricostruiti solo in caso di pericolo per la pubblica incolumità, ma si può affermare che ciò non riguardi immobili rifatti nel '97". 
Nell'atto conclusivo, nella controreplica, Liberati ha detto che "dunque lo Stato porta avanti un modello ricostruttivo e nei prossimi mesi farà un rilevamento sui danni del 2016, in pratica non abbiamo dati. Ma noi abbiamo visto personalmente interi paesi danneggiati, a cominciare da Preci, fra quelli che erano già stati ricostruiti, edifici rifatti che sono collassati, sembrano esplosi, basta andare a vederli. Intanto la gente abbandona questi paesi e neppure esiste un progetto per le aree montane, che si stanno spopolando. Solo propaganda e chiacchiere".

In realtà, a parte la questione sollevata dai consiglieri del M5S, c'è da annotare che la Magistratura sta già indagando sulla questione, e che molti dati sono stati raccolti e molti altri devono essere catalogati nelle Procure. ci sono tempi tecnici della macchina giudiziaria che raramente riescono a mantenere il passo con l'esigenza di chiarezza, in modo particolare nelle situazioni delle catastrofi naturale. Individuare la responsabilità umana nei crolli è doveroso e nessuno sta negando che questo stia accadendo. Però la raccolta dei dati e la burocrazia procura risposte sepesso ritardate rispetto all'aspettativa delle esigenze peronali.

#Sisma #QuestionTime #M5S
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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