Udine, giudici bocciano Lotus Birth: donna "costretta" al taglio del cordone

18 settembre 2017 ore 12:17, Americo Mascarucci
Lotus Birth si o no? Una vicenda accaduta ad Udine ha riacceso i riflettori su una moda che sta prendendo piede anche in Italia fra tante partorienti, ma che a detta del mondo scientifico potrebbe comportare dei rischi molto seri sia per la madre che per il neonato. I sostenitori di questa teoria sostengono che se il cordone ombelicale non viene reciso, e quindi il neonato resta collegato alla placenta, il bambino subirà un passaggio più graduale e meno traumatico. A quel punto il distacco avverrà soltanto quando neonato e placenta avranno realmente concluso il loro rapporto. Ma secondo i medici, questa prassi potrebbe incrementare il rischio di emorragie e di infezioni nella placenta che potrebbero estendersi anche al bambino. Lo hanno messo nero su bianco gli esperti del Collegio Reale degli ostetrici e ginecologi di Londra.
Udine, giudici bocciano Lotus Birth: donna 'costretta' al taglio del cordone

IL LOTUS BIRTH
Deve il suo nome a Clair Lotus Day: un'infermiera californiana che nel 1974 si convinse che non avrebbe fatto recidere il cordone ombelicale del figlio, perché convinta di avere il dono di vedere l'aura delle persone. Lotus Day sosteneva che l'aura di chi non aveva subito il taglio del cordone fosse vibrante e integra, a differenza degli altri. Secondo i sostenitori di questa teoria il contatto prolungato con la placenta permetterebbe al bambino di ricevere ancora più sangue placentare, ricco di nutrienti. "È un periodo di transizione in cui il bambino può separarsi dal corpo della madre dolcemente e gradualmente e completare il suo corpo eterico" si legge ancora nel sito internet di Lotus Birth.

IL CASO DI UDINE
Una donna con il sostegno del marito ha diffidato i medici dal tagliare il cordone ombelicale. Secondo la coppia, i medici dovevano aspettare che il cordone ombelicale si seccasse naturalmente e cadesse. I medici dopo aver constatato che la richiesta della donna avrebbe potuto aprire la porta ad un alto rischio di emoraggia e di infezioni si sono rivolti alla Procura per chiedere un'ordinanza del giudice che consentisse loro di intervenire anche contro il parere della partoriente. L'ordinanza è arrivata e i medici hanno potuto così agire contro la volontà della coppia riuscendo così ad impedire che la sua pretesa di non vedersi tagliato il cordone potesse mettere in serio rischio la sua salute e quella del bambino. Non si sa se i due fossero o meno sostenitori del Lotus Birth ma il caso ha riaperto il dibattito fra chi accusa il web di propalare tecniche scientificamente infondate e dannose e chi invece ritiene che sia pieno diritto di una paziente scegliere di non essere curata secondo i sistemi tradizionali scegliendo cure alternative. In questo caso sono prevalse le evenienze scientifiche e, per certi versi, il buon senso.

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