Ponte crollato a Fossano, scatta l'indagine Anas: disastro colposo?

19 aprile 2017 ore 14:56, Micaela Del Monte
Un altro ponte crollato, questa volta per fortuna senza feriti, ha riacceso i riflettori sullo stato delle nostre strade e sul problema dei viadotti pericolanti. Stavolta, a cedere è stato un ponte della tangenziale di Fossano, in provincia di Cuneo, precipitato su un’auto di una pattuglia dei carabinieri che sostava nella strada sottostante. I militari, impegnati in un posto di blocco, hanno avvertito i primi scricchiolii e sono riusciti a mettersi in salvo pochi secondi prima del disastro.

Ponte crollato a Fossano, scatta l'indagine Anas: disastro colposo?
LA DINAMICA -
Il viadotto raccorda via Marene alla tangenziale della cittadina piemontese. Al momento non sono note le cause del cedimento, ma si sa che la Fiat Punto dell’Arma è stato l’unico veicolo a essere coinvolto. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, l’Anas e la polizia locale: il traffico è stato già deviato e sono in corso le procedure per chiudere l’intera tangenziale.

"Il crollo? Tutto è durato una manciata di secondi, una decina. Eravamo in prossimità del cavalcavia: il mio collega, io, e l’automobilista fermato per un normale accertamento di routine. A un tratto abbiamo udito uno scricchiolio, sei o sette secondi di rumore netto, sinistro. Abbiamo guardato verso l’alto e istintivamente abbiamo fatto qualche passo indietro. A quel punto abbiamo visto il ponte afflosciarsi, venendo giù in due, tre secondi". Il maresciallo dei carabinieri Giuseppe Marcigliano, 55 anni, sposato, un figlio di 27, salernitano, era assieme al collega Vincenzo Matera, 25enne, di Bari, per un controllo sul traffico.

INDAGINE - L’ente nazionale per le strade ha già annunciato l’avvio di un’indagine per accertare le ragioni e le responsabilità del crollo. La commissione, composta da due ingegneri specializzati, sarà guidata dal direttore della Tutela Aziendale di Anas, il generale dei carabinieri Roberto Massi. Al lavoro anche la procura e il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attivatosi per istituire un'ulteriore task force di verifica. Come specificato dallo stesso Stea, "non ci sono evidenze macroscopiche che possano spiegare o giustificare il crollo, né crepe o segni di problematiche strutturali. Inoltre, proprio nel momento del crollo, non c'era alcun tipo di sollecitazione esterna, come il passaggio di un mezzo pesante". 

Il pubblico ministero del tribunale di Cuneo, inoltre, ha evidenziato come sia stata una fortuna che i carabinieri che si trovavano sotto il ponte, non avessero il motore della vettura acceso: "Questo ha fatto sì che sentissero gli scricchiolii, altrimenti sarebbe forse andata diversamente".
Tra l'altro, il peso del crollo e il conseguente schiacciamento dell'auto sono stati così importanti che il motore è sprofondato di mezzo metro sotto terra. Un'altra prova di come, ieri, sia stata evitata davvero un'enorme tragedia.

Ieri, in serata, l'Anas ha diramato un comunicato stampa in cui ha dichiarato che "l’opera non rientrava nei piani di manutenzione straordinaria in quanto non presentava evidenze di problematiche strutturali, anche se, come avviene per tutte le opere Anas, era sottoposta regolarmente a ispezione. Anche in occasione dei monitoraggi programmati questa mattina da parte del sorvegliante e del capo nucleo non è risultata visibile alcuna criticità".

PRECEDENTI - Il precedente più recente è del 9 marzo 2017, quando il cedimento di un ponte sull'A14 nei pressi di Ancona, durante lavori di manutenzione, uccide una coppia di coniugi di Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno. Emidio Diomedi, 60 anni, piccolo imprenditore nel settore dell'abbigliamento, e Antonella Viviani, 54 anni, percorrevano con la loro auto la carreggiata Nord dell'autostrada: a 10 chilometri a nord di Loreto, la vettura resta schiacciata dal ponte, che ha ceduto alle 13.30 circa. Nell'incidente restano feriti due operai della Delabech, che eseguiva lavori per i quali il cavalcavia era chiuso al traffico. 
- Un crollo simile si è verificato il 28 ottobre del 2016 ad Annone (Lecco) sulla corsia Nord della superstrada 36: al passaggio di un tir da oltre 108 tonnellate il cavalcavia piomba sulla strada sottostante stritolando l'Audi, di Claudio Bertini, 68 anni, morto sul colpo. Un'altra vettura, una Fiat Panda, viene investita dalla cabina del tir, precipitato e inclinatosi su un fianco. L'occupante della Panda, Roberto Colombo, rimane miracolosamente illeso. Nessuna conseguenza per l'autista del mezzo pesante e la famiglia di tre persone che viaggiava su una Volkswagen Golf, volata giù dal cavalcavia. Per questo episodio il 4 novembre del 2016 la Procura di Lecco ha iscritto nel registro degli indagati tre persone: Angelo Valsecchi, 50 anni, dirigente Viabilità e infrastrutture dell'amministrazione provinciale di Lecco, il suo vice Andrea Sesana, 35 anni, e il tecnico dell'Anas Giovanni Salvatore, 56 anni. Omicidio colposo e disastro colposo sono i reati ipotizzati dai pm. Poche ore prima del crollo, un cantoniere dell'Anas, Tindaro Sauta, aveva segnalato la caduta di calcinacci. 
- Il 10 aprile 2015, a causa di una frana provocata dal maltempo, crolla un pilone del viadotto Himera sull'Autostrada A19 Palermo-Catania.
- Il 7 luglio del 2014 crolla un tratto del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. Quattro persone, tra le quali una donna incinta, rimangono lievemente ferite. 
- Sempre in Sicilia, qualche mese dopo, il 25 dicembre 2014, cede il viadotto Scorciavacche sulla statale Palermo-Agrigento. Era stato inaugurato il 23 dicembre. Questo incidente non ha coinvolto automezzi e non ha causato danni alle persone.
- Il 18 novembre 2013 in Sardegna si abbatte una forte alluvione che provoca il crollo di un ponte sulla strada provinciale Oliena-Dorgali. Un agente di polizia muore e tre suoi colleghi restano feriti.
- A causa di un nubifragio, nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2013 crolla il ponte a Carasco, in Liguria, sul torrente Strula. Le vittime sono due. 
- Il 15 dicembre 2004, a Tramonti di Sopra (in provincia di Pordenone) crolla un ponte sul torrente Vielia durante il collaudo. Nessuna vittima, un autista rimane ferito in modo non grave.
 
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