Indagati in Riscossione Sicilia: i 3 deputati agevolati e i 9 dipendenti 'infedeli'

02 marzo 2017 ore 13:26, Luca Lippi
La procura di Catania avrebbe puntato il faro su alcuni impiegati infedeli di Riscossione Sicilia e su almeno tre deputati regionali dell’Assemblea siciliana. In sostanza, nove dipendenti di Riscossione Sicilia avrebbero favorito debitori del Fisco cancellando loro fermi amministrativi e chiudendo illecitamente procedure esecutive di pignoramento, causando un danno erariale di 390mila euro.

RISCOSSIONE SICILIA
E’ la società di riscossione che si occupa di recuperare l'evasione, nell'avviso di conclusione delle indagini la Procura di Catania contesta l'abuso d'ufficio in concorso e continuato e ipotizza un danno erariale di quasi di 390 mila euro. Nell'inchiesta, coordinata dal pm Fabio Regolo, sono coinvolti agenti, funzionari e dirigenti di Riscossione Sicilia, in servizio nella sede provinciale di Catania della società.
L'avviso di conclusione indagini permette agli indagati di depositare memorie o di chiedere di essere interrogati e permette alla Procura di Catania di decidere se presentare al Gip richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione.
L'indagine è partita da esposti presentati dall'attuale amministratore unico di Riscossione Spa che più volte ha denunciato, anche pubblicamente, presunte “agevolazioni illegittime” da parte di personale della società nei confronti di politici debitori col Fisco.

Indagati in Riscossione Sicilia: i 3 deputati agevolati e i 9 dipendenti 'infedeli'

I FAVORI AI POLITICI
Secondo l'accusa, due dei tre politici individuati dalla Procura di catania, avrebbero ottenuto la chiusura di procedure esecutive di pignoramento presso terzi nonostante avessero ancora dei debiti con Riscossione. Un terzo invece sarebbe stato favorito con la cancellazione di un fermo amministrativo di un veicolo e con la chiusura di una procedura esecutiva di un pignoramento immobiliare pur avendo anche lui ancora dei debiti col fisco.

IN CONCLUSIONE
L’amminitratore unico di Riscossine Sicilia dichiara: “La conclusione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Catania  con l’ individuazione di specifiche condotte di abuso d'ufficio in capo ad individuati dirigenti e dipendenti di Riscossione Sicilia con conseguente vantaggio in favore di taluni deputati regionali, conferma che si aveva ragione di denunciare le ingiustizie scoperte”.
Prosegue il dirigente:Le indagini confermano altresì che non ci sono più zone franche per nessuno e per questo ringrazio ancora una volta il procuratore Zuccaro per l'attenzione dedicata dal suo ufficio ai reati contro la pubblica amministrazione, mentre sottolineano quanto sia importante l'azione di uguaglianza, pulizia e giustizia che stiamo portando avanti con Riscossione in Sicilia, rendendo un servizio dovuto ai cittadini che si sacrificano per compiere il loro dovere”. In conclusione il dirigente auspica: “La sporcizia va denunciata e le cose vanno cambiate se si vuole bene a questa terra”.
Il presidente della Regione Sicilia, Crocetta commenta: “Non rimuoverò mai Fiumefreddo da Riscossione Sicilia, continueremo la battaglia contro sprechi e privilegi e ciò nonostante due giorni fa alcuni capigruppo dell'Assemblea mi abbiano chiesto come mai continuassi a tenere l'avvocato alla guida della società pubblica alla luce degli attacchi che fa alla classe politica. L'inchiesta di Catania dimostra che le sue denunce non sono parole al vento”.

#RiscossioneSicilia #AssembleaRegionale #Indagati
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...