Record al Careggi di Firenze, 7 trapianti in 48 ore: 3 a "cuore fermo"

02 settembre 2017 ore 15:56, Micaela Del Monte
Sette trapianti di rene in 48 ore. E' accaduto a Firenze all'ospedale Careggi nel reparto di chirurgia robotica.  dalle urologie dirette rispettivamente dal professor Sergio Serni e dal professor Marco Carini. "Appena pochi giorni fa avevo commentato positivamente gli interventi di trapianto in chirurgia robotica eseguiti a Careggi - è il commento dell'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Ora l'elenco di questi interventi si è allungato. Non posso che esprimere la mia soddisfazione per questi enormi progressi resi possibili dalla chirurgia robotica, sulla quale la Toscana ha puntato molto; i miei complimenti alle équipe che hanno eseguito gli interventi; e soprattutto il mio grazie ai familiari dei donatori, che hanno dato il consenso all'espianto degli organi dei loro congiunti, consentendo così ad altre persone di continuare a vivere".

Record al Careggi di Firenze, 7 trapianti in 48 ore: 3 a 'cuore fermo'
Come ricorda La Nazione la chirurgia robotica del rene già impiegata nel trapianto da donatore vivente per la minima invasività nella procedura di prelievo dell'organo, mentre il trapianto da cadavere è stato sperimentato a Careggi con benefici per il paziente ricevente. Il robot consente di ridurre al minimo i giorni di degenza post-operatoria grazie a una incisione di soli 6 centimetri, 3 volte più piccola rispetto alla chirurgia tradizionale. Questo permette di ridurre notevolmente il rischio di infezioni della ferita chirurgica nei pazienti trapiantati che sono spesso diabetici e sottoposti a terapia immunosoppressiva, quindi particolarmente vulnerabili da virus e batteri. L'impegno organizzativo del trapianto robotico da cadavere è particolarmente complesso e tecnicamente avanzato, perché diversamente dal donatore vivente non è possibile programmare l'intervento, la cui esecuzione dipende da un evento difficilmente prevedibile come il decesso.

Mentre nel prelievo di organi da cadavere a cuore battente la legge prevede sei ore per l'accertamento di morte encefalica, nel cuore fermo i tempi sono ulteriormente ridotti dalla necessità di prelevare gli organi fin tanto che la circolazione sanguigna è mantenuta sufficiente a ossigenare i tessuti. Questo è possibile grazie al sistema ECMO (extracorporeal membrane oxygenation), il supporto vitale extracorporeo in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca. Sono 22 i casi in cui è stata attivata la donazione d'organi a cuore fermo a Careggi, che oggi è il primo ospedale in Italia per numero di questi interventi e l'unico che dall'ottobre del 2016 ha intrapreso, con la struttura dedicata alle cure intensive per il trauma e i supporti extracorporei diretta dal dottor Adriano Peris, l'applicazione sistematica di questo specifico programma di donazione avviato da circa due anni dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dall'Organizzazione Toscana Trapianti (OTT) con il supporto della Regione Toscana.
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