"Non aprite quelle porte", l'appello anti-smog del Comune di Torino

20 ottobre 2017 ore 14:05, Andrea Barcariol
E' la città che nel 2016 ha fatto registrare il maggior numero di sforamenti di polveri sottili. Per Torino l'emergenza smog non è certamente una novità, ma la situazione questo autunno è particolarmente grave. La concentrazione di Pm10, infatti, è schizzata a 114 microgrammi al metro cubo, oltre il doppio del limite (50).

'Non aprite quelle porte', l'appello anti-smog del Comune di Torino
Per questo motivo l'assessorato comunale all'Ambiente ha chiesto alla cittadinanza di adottare una serie di precauzioni e ha
invitato i cittadini a rimanere il più possibile in ambienti chiusi. "Per gli anziani, i bambini e i soggetti con patologie cardiorespiratorie, l'invito è di rimanere il più possibile in ambienti chiusi, evitando anche di aprire porte e finestre. Qualora invece ci si debba spostare a piedi o in bicicletta, l'esortazione è a farlo per il più breve tempo possibile muovendosi lontano dalle vie più trafficate". Un appello che ha fatto subito discutere, anche sui social network.

PROVVEDIMENTI
Da ieri a Torino è stato bloccato il traffico di tutte le autocompresi i diesel Euro 4, ma sabato il divieto sarà con ogni probabilità esteso anche agli Euro 5. "Le misure restrittive adottate in questi giorni - sottolinea l'assessore all'Ambiente Alberto Unia - rispondono in primo luogo alla necessità di tutelare la salute di tutti. Per questo motivo raccomando di rispettare le disposizioni relative alle limitazioni al traffico e, per quanto riguarda il riscaldamento degli ambienti, ricordo che la temperatura non dovrebbe superare i 19° C nelle abitazioni e in spazi ed esercizi commerciali".

MORTI

L'Italia conquista un altro primato davvero poco invidiabile: quello del maggior numero di morti per inquinamento atmosferico. E' quanto emerge dal rapporto "La sfida della qualità dell'aria nelle città italiane" presentato al Senato dalla Fondazione sviluppo sostenibile, 'think tank' presieduto dall'ex ministro dell'Ambiente Edo Ronchi. Numeri simili a un bollettino di guerra: l'Italia, infatti, ha circa 91.000 morti premature all'anno per inquinamento atmosferico, contro le 86.000 della Germania, 54.000 della Francia, 50.000 del Regno Unito, 30.000 della Spagna. Il nostro Paese ha una media di 1.500 morti premature all'anno per inquinamento per milione di abitanti, rispetto a una media europea di 1.000.
La zona dove il particolato fine uccide di più è l'area di Milano e hinterland, poi Napoli, Taranto, l'area industriale di Priolo in Sicilia, le zone industriali di Mantova, Modena, Ferrara, Venezia, Padova, Treviso, Monfalcone, Trieste e Roma. La zona più inquinata in assoluta dalle PM2,5 è la Pianura Padana, soprattutto intorno a Milano e fra Venezia e Padova. Poi Napoli, Taranto, la Sicilia sudorientale, Frosinone, Benevento, Roma e la valle dell'Arno.


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