Colchinum al posto dello zafferano: risotto letale per anziana coppia

20 settembre 2017 ore 10:04, Eleonora Baldo

Un banale e fatalissimo errore ha trasformato una spensierata vacanza tra le montagne del Trentino nella peggiore delle tragedie, causando la morte di due coniugi settantenni originari di Cona (VE), Giuseppe Agodi – morto lo scorso 1 settembre – e Lorenza Frigatti, deceduta ieri dopo una lunga battaglia contro l’intossicazione da colchicina che li aveva colpiti.

Colchinum al posto dello zafferano: risotto letale per anziana coppia
I FATTI - A causare la morte della coppia, secondo quanto emerso dai primi risultati degli esami condotti, sarebbe stata appunto l’ingestione accidentale del Colchinum autunnale, una pianta che i due coniugi avrebbero raccolto durante una passeggiata tra i boschi di Folgaria, località dove i due si trovavano in vacanza,  e che avrebbero fatalmente scambiato per zafferano, utilizzato poi per la preparazione del risotto consumato poche ore dopo, durante il pranzo. L’intossicazione si è rivelata quasi immediatamente letale per l’uomo, deceduto poche ore dopo la consumazione del pasto, tanto che inizialmente si era pensato ad una morte per infarto. Tuttavia, proprio la presenza dei medesimi sintomi nella donna, che ha lottato per quasi 20 giorni contro la malattia all’ospedale di Piove di Sacco, aveva sin da subito indotto i medici a ipotizzare una intossicazione alimentare. Successivamente la Procura di Padova nella figura del pubblico ministero Roberto D’Angelo, proprio su richiesta del personale medico, avrebbe disposto l’autopsia, condotta dal Prof. Massimo Montisci dell’Università di Padova, sul corpo dell’uomo, i cui risultati avrebbero confermato l’ipotesi di intossicazione avanzata dai medici. Gli atti sarebbero poi stati trasmessi alla Procura di Trento, sotto la cui giurisdizione si sarebbe verificato il tragico evento.

LA COLCHINA AUTUNNALE – La colchicina è una sostanza altamente velenosa presente nella colchina autunnale, una pianta particolarmente diffusa tra i boschi del Trentino, il cui habitat naturale è costituito dalle aree umide di prati e valli di montagna. Erba dal bulbo molto simile a quello dell’aglio, fiorisce nei periodi estivi, in particolar modo tra agosto e settembre. L’intossicazione da colchicina presenta sintomi immediati che iniziano con bruciore alla gola, dispepsia, vomito e crampi addominali, sino a provocare emoraggie incontrollabili, ipotensione infine morte per insufficienza respiratoria o collasso cardiocircolatorio.


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