Malore e defibrillatore in spiaggia: morto "Faccia da mostro" lo 007 misterioso

21 agosto 2017 ore 16:56, Giuseppe Tetto
Giovanni Aniello, 71 anni, è morto stamani stroncato probabilmente da un malore. L'ex poliziotto della Mobile di Palermo con passato nei servizi, conosciuto alle cronache come "Faccia da mostro" da anni viveva a Montauro, sulla costa ionica catanzarese, è deceduto tra i bagnanti mentre cercava di portare a riva la propria barca.  È stato anche utilizzato un defibrillatore, recuperato in una struttura balneare vicina, ma non c'è stato nulla da fare. Sul posto sono immediatamente intervenuti anche i sanitari del 118 che hanno potuto solo constatare il decesso.

Malore e defibrillatore in spiaggia: morto 'Faccia da mostro' lo 007 misterioso
"FACCIA DA MOSTRO"
Aiello nel corso degli anni è stato associato a numerose vicende controverse del nostro Paese. Il suo nome è stato molte volte nella ricostruzione delle stragi di via D'Amelio e di Capaci, ma anche agli omicidi del vicequestore Ninni Cassarà e del poliziotto Nino Agostino. Ufficialmente era un ex poliziotto in pensione, alcuni pentiti lo hanno descritto come un agente dei servizi segreti, ma Aisi e Aise hanno sempre smentito una sua appartenenza all'intelligence. Conosciuto come “Faccia da mostro” per via della per la lunga cicatrice sul volto conseguenza di una esplosione nella quale era stato coinvolto, è stato oggetto delle indagini di quattro procure: Palermo, Caltanissetta, Catania e Reggio Calabria. L'ex poliziotto è stato accusato di avere avuto un ruolo nell'omicidio dell'agente Nino Agostino e della moglie Ida Castelluccio, ma l'inchiesta non ha trovato i riscontri necessari, la procura di Palermo aveva chiesto di archiviare la posizione di Aiello per prescrizione, la procura generale ha avocato il fascicolo e sta continuando a fare accertamenti. Contro Aiello c'era il riconoscimento del papà di Agostino, avvenuto alcuni mesi fa nel corso di un drammatico incidente probatorio, ma al momento non è bastato per un processo. 

I PENTITI 
Aiello era stato recentemente indagato dalla procura di Reggio Calabria per aver reso false dichiarazioni al pubblico ministero, nell’ambito della inchiesta su Mafia e ‘ndrangheta sulla presunta trattativa per costringere lo Stato a scendere a patti. Negli ultimi anni il nome di Aiello era stato fatto da numerosi pentiti che lo accusavano di aver avuto un ruolo nei principali delitti di mafia degli anni ‘80. In particolare Nino Lo Giudice, detto “Nano” ha dichiarato al procuratore aggiunto di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo che, l’ex poliziotto noto come faccia da mostro avrebbe premuto il telecomando nell’attentato al procuratore Paolo Borsellino e i 5 agenti di scorta. Lo Giudice avrebbe detto di aver saputo di quella confidenza da Pietro Scotto, mentre si trovava in carcere all’Asinara.
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