Fisco: controlli e interrogatori a sorpresa illegittimi. La procedura

21 febbraio 2017 ore 13:37, Luca Lippi
Una sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia (38/2/2017) stabilisce che l’Agenzia delle Entrate non può fare domande a sorpresa al contribuente. E se il contribuente, sotto pressione per l’interrogatorio degli ispettori del Fisco, risponde d’impulso e in modo frettoloso, le sue dichiarazioni non sono utilizzabili e l’accertamento che ne consegue non è valido.
In sostanza, le informazioni carpite senza preavviso non potranno essere utilizzate anche qualora si tratti di notizie sensibili e utili al fine dell’accertamento, perché verrebbe violato il principio di buona fede che regola i rapporti fra Stato e cittadino. Su questo si è espressa anche la Cassazione in merito ai diritti del contribuente.

Fisco: controlli e interrogatori a sorpresa illegittimi. La procedura

LE REGOLE CHE IL FISCO DEVE RISPETTARE
Il diritto alla difesa è per tutti e in tutte le situazioni, ma questo è esercitabile in conformità di specifiche procedure che devono essere rispettate. Ora, la maggior parte dei contribuenti non sono in grado di comprendere neanche in csa sbagliano figurarsi se conoscono anche le procedure che devono essere seguiti da chi li controlla.

LA PROCEDURA DI CONVOCAZIONE
-l’Agenzia delle Entrate deve informare il contribuente con un preavviso via raccomandata, con avviso di ricevimento o con il messo notificatore;
-il contribuente ha il diritto di farsi rappresentare da un terzo delegato (è un diritto del contribuente e non una discrezionalità dell’ufficio);
-a fronte delle richieste dell’Agenzia delle entrate, il contribuente ha la possibilità di fornire risposta entro un termine non inferiore a 15 giorni.

Nel momento in cui i verificatori pongono quesiti al contribuente, questi può legittimamente riservarsi di rispondere nei termini previsti dalla legge (non meno di 15 giorni). 
È una circostanza da tenere ben presente perché sulle risposte del contribuente, quindi massima attenzione a quello che dite (meglio farsi assistere da un professionista), saranno poi basati in concreto gli accertamenti.
Gli strumenti a disposizione del Fisco per determinare la situazione patrimoniale di un individuo sono assai numerosi e precisi, invero è piuttosto semplice rilevare delle incongruità anche a occhio nudo. Tuttavia, se riesce a ‘carpire’ conferme direttamente dal controllato è meglio. Ebbene, se gli ispettori del fisco sottopongono il contribuente a una serie di domande a sorpresa, magari insistendo per avere una risposta al momento, si comportano in modo illegittimo e le informazioni ottenute dal contribuente in questo contesto non possono essere utilizzate come base della successiva rettifica del reddito.

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autore / Luca Lippi
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