Per Ismea-Svimez la ripresa è verde: dal Nord al Sud l'agrcoltura fa il Pil

22 febbraio 2017 ore 13:47, Luca Lippi
Dal Rapporto Ismea-Svimez sull’agricoltura nel Mezzogiorno, presentato ieri (21 febbraio 2017) alla Camera dei deputati, si legge: “Crescono valore aggiunto, esportazioni, investimenti e occupazione, al Sud ancor più che al Nord”.
Da qui a dire che la ripresa parta per l’Agricoltura è un po’ eccessivo, tuttavia l’Agricoltura, tradizionalmente è una validissima valvola di sfogo nei periodi di crisi acuta.
Anche Coldiretti Lombardia conferma la tendenza. Fra il 2015 e il 2016 le aziende guidate da under 35 sono passate da 3.236 a 3.331, con un saldo positivo di 95. E’ quanto emerge a margine del vertice di Giovani Impresa Coldiretti con la partecipazione di delegati da tutte le province della Lombardia, della delegata nazionale Maria Letizia Gardoni e del presidente regionale di Coldiretti Ettore Prandini. Spiega coldiretti che l’incontro di Milano è stato l’occasione per fare il punto sulle innovazioni portate dai giovani, le loro proposte e le criticità che ancora esistono.

DATI AL NORD
in diverse province si registra una crescita delle aziende giovani: a Bergamo in un anno si è registrato un saldo positivo del 5%, a Como +4,1%, a Cremona + 9,4%, a Lecco + 7,1%, a Mantova +6,9% a Milano +1%, a Varese +0,6%, mentre il record di crescita spetta a Sondrio con un + 20,3%. Segni negativi però in provincia di Lodi -10,1%, in provincia di Monza e Brianza con un -9,9%, a Pavia con un -1,8% e a Brescia con un -2%, anche se la provincia di Brescia si conferma quella che in valore assoluto ha il numero più alto di aziende giovani, pari a 674 imprese. In valore assoluto in Lombardia abbiamo: 451 aziende con titolare giovane a Bergamo, 674 a Brescia, 251 a Como, 232 a Cremona, 121 a Lecco, 62 a Lodi, 339 a Mantova, 199 a Milano, 64 a Monza e Brianza, 492 a Pavia, 279 a Sondrio, 167 a Varese.

Per Ismea-Svimez la ripresa è verde: dal Nord al Sud l'agrcoltura fa il Pil

DATI AL SUD
Secondo il rapporto Svimez nella prima metà del 2016 l’occupazione giovanile in agricoltura è cresciuta dell’11,3% in Italia, e del 12,9% al Sud. Una crescita alla quale ha dato un decisivo contributo il lavoro a tempo pieno (+14,4%). In forte crescita anche l’imprenditorialità giovanile agricola, con un saldo positivo, nei primi mesi del 2016, di quasi 20mila imprese al Sud. Si legge nel rapporto: “Il maggior contributo è venuto dalla Basilicata, dalla Calabria e dal Molise, seguite a ruota da Campania, Sicilia e Sardegna”.  Andamenti incoraggianti ma, avvertono gli esperti, ancora “insufficienti ad assicurare un adeguato ricambio generazionale a causa dell’inerzia degli squilibri del passato”. Si tratta di un fenomeno preoccupante, a cui si sta tentando di rispondere con misure dedicate al primo insediamento e con politiche di sostegno e detassazione dell’imprenditoria giovanile. L’attrazione che l’agricoltura esercita nelle giovani generazioni resta comunque, per i ricercatori Svimez, l’elemento da cui partire per rafforzare un quadro che fa ben sperare sul versante occupazionale.

IN CONCLUSIONE
Questo il dato centrale che emerge: nel 2015 il Pil del Mezzogiorno registra una crescita dello 0,8%, a fronte dello 0,5% nel Centro-Nord, e “protagonista della ripresa dell’economia meridionale è l’agricoltura: la sua crescita (+7,3%%) è molto maggiore di quella dell’agricoltura del Centro-Nord (+1,6%) e, nell’area, estremamente migliore di quella dell’industria (-0,3%) e dei servizi (+0,8%)”. Se il valore aggiunto agricolo nel 2015 in Italia ha superato i 33 miliardi, tra 2014 e 2015 “l’incremento in termini reali è stato del 7,3% al Sud contro l’1,6% del Centro-Nord”. Calabria e Campania le regioni trainanti, “con aumenti del valore della produzione superiori al 40%”.

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