"Più doni meglio stai", l'Avis spiega i benefici per il volontario del sangue

23 febbraio 2017 ore 9:32, Andrea Barcariol
'Più doni meglio stai', l'Avis spiega i benefici per il volontario del sangue
Un gesto di generosità, solidarietà e civiltà. Ma non solo. Donare il sangue fa bene. E' quanto dimostra lo studio Cergas-Bocconi, condotto su oltre mille donatori, che ha evidenzato i vantaggi che derivano da questa buona prassi. Un’indagine contenuta nel libro curato dal presidente di Avis nazionale Vincenzo Saturni, dal professor Giorgio Fiorentini e dalla dottoressa Elisa Ricciuti dal titolo “Libro Bianco sul sistema trasfusionale” dove vengono dimostrati i benifici che derivano dal donare il sangue: maggiore attenzione alla prevenzione, adozione di stili di vita più sani, nuovi rapporti sociali.
"Per quanto il volontariato non sia nella sua essenza quantificabile - ha spiegato Saturni - con questa ricerca abbiamo voluto svelare le ricadute positive sanitarie e sociali del volontariato del sangue, frutto anche di una organizzazione attenta, capillare e basata sulla programmazione. Ci auguriamo che questo testo possa fungere da strumento di approfondimento e di lavoro per tutti i soggetti interessati, a partire dai decisori politici ai vari livelli, Governo e Ministeri competenti, Regioni, Enti Locali, per il mondo del volontariato e dell’associazionismo, per gli operatori sanitari del settore trasfusionale e non solo".

Dai dati raccolti, infatti, emerge che circa il 13% dei donatori ha potuto usufruire di una diagnosi precoce attraverso i test sierologici e le visite specialistiche che precedono la donazione. Inoltre,
più di un donatore su due (il 56,8%) ha confessato di aver cambiato le proprie abitudini alimentari mentre il 47,8% ha ridotto il consumo giornaliero o settimanale di alcolici.  Donare il sangue può contribuire a migliore lo stile di vita in tanti settori: il 26,2% degli intervistati ha aumentato le ore settimanali dedicate allo sport, mentre il 30% dei donatori ha stretto rapporti interpersonali con gli altri associati, con una media di 5,1 persone conosciute. Molto alta la percentuale (70%) di coloro che hanno dichiarato di sentirsi soddisfatti per essere entrati a far parte di una comunità che mira a far del bene in maniera professionale.
   
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