Istat industria, crolla la tenuta del fatturato e degli ordinativi

23 giugno 2017 ore 13:53, Luca Lippi
Brusca frenata per fatturato e ordinativi dell’industria in aprile rispetto a marzo 2017. Tutto torna agli stessi livelli di febbraio, quindi più che una frenata è una vera e propria retromarcia. Il fatturato arretra dellodello 0,5%  e gli ordinativi dello 0,7%, addirittura su livelli di gennaio. A parere dell’Istat l’andamento congiunturale del fatturato è la sintesi di un calo sul mercato interno (-1,9%) e di un incremento su quello estero (+2,2%). Per gli ordinativi, invece, si registrano diminuzioni per entrambi i mercati: -0,4% in quello interno e -1% all’estero. Una sorta di controsenso, ma diamo il tempo ai tecnici dell’Istituto di aggiustare il tiro.
Istat industria, crolla la tenuta del fatturato e degli ordinativi
I dati - Nel confronto con lo stesso mese dell’anno scorso, l’indice del fatturato corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 18 contro i 20 di aprile 2016) evidenziano una crescita del 4%, con incrementi del 3% sul mercato interno e del 6% su quello estero. Dell’aumento non ha però beneficiato il comparto della fabbricazione di articoli in gomma e plastica, che vede scendere il fatturato dello 0,2% rispetto ad aprile 2016.
Le variazioni congiunturali positive più significative nel fatturato si registrano nei settori della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+21,0%), industrie alimentari, bevande e tabacco (+5,9%) e fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+5,2%); le variazioni negative più marcate si rilevano invece nelle attività estrattive (-11,4%), nelle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-2,7%) e nella fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-1,3%).
Nel confronto con il mese di aprile 2016, l'indice grezzo degli ordinativi registra una diminuzione del 2,2%. La flessione più rilevante riguarda la fabbricazione di computer ed elettronica (-14,2%), mentre l'incremento maggiore si registra nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (+2,9%).

Carlo Rienzi presidente del Codacons ha dichiarato: "Il trend altalenante dell’industria italiana è la fotografia dello stato in cui versa la nostra economia, che risente della mancanza di interventi efficaci per riportare l’Italia al livello degli altri paesi Ue. E’ evidente che i numeri sull’industria sono legati a doppio nodo alla spesa interna, e risentono dei consumi delle famiglie ancora in stallo, consumi che avrebbero dovuto ripartire già nel 2016 ma che ancora oggi registrano solo timidi segnali di ripresa".
Invero c’è da segnalare che ci sono stati diversi ‘ponti’ e questo a livello statistico influisce non poco, tuttavia su base annua l'indice grezzo del fatturato cala del 2,5%, quindi l’affermazione del presidente del Codacons è sostanzialmente corretta.
Industria ed export trainano il Pil, ma la domanda interna risente dell'instabilità.  Come fanno sapere gli esperti di Confindustria "Ogni sforzo andrebbe dedicato al rilancio dell`economia e al sostegno dei posti di lavoro". Con la situazione reddituale degli italiani ridotta al lumicino e il credito erogato con il contagocce, è complicato anche solo ipotizzare una ripresa sufficiente. I dati Macroeconomici non mentono.

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autore / Luca Lippi
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