Sciopero Taxi oggi: cosa chiedono i tassisti, cosa può risolvere il Governo

23 marzo 2017 ore 11:32, Luca Lippi
Come annunciato è blocco taxi. Lo sciopero nazionale è stato proclamato dal "parlamentino" dei tassisti, riunito a Roma, nell'ambito della vertenza sul disegno di legge sulla concorrenza in discussione in Senato.
A inizio marzo i sindacati delle auto bianche hanno inviato una lettera al governo in cui chiedono di eliminare dal testo ogni riferimento alle "applicazioni web" come condizione per proseguire il tavolo delle trattative. Durante lo sciopero, informano i tassisti, saranno rispettate le fasce di garanzia e saranno assicurati i servizi sociali, cioè il trasporto di anziani, portatori di handicap e malati.
A proclamare lo stop sono Unica Cgil, Fit Cisl Taxi, Ugl Trasporti Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Usb Taxi, Uti e Unimpresa. Non hanno firmato il documento Uri, Uritaxi, Casartigiani e Confartigianato
Ieri il viceministro dei Trasporti Riccardo Nencini, dopo un incontro con i rappresentanti sindacali dei tassisti, ha presentato la bozza dello schema di decreto interministeriale concertato con il ministero dello Sviluppo economico, l’incontro è stato aperto dal Ministro Graziano Delrio e in seguito condotto dal Vice Ministro Riccardo Nencini.
Il decreto, atteso dal 2010, affronta le competenze regionali e comunali in materia, le diverse disposizioni per i due servizi di taxi e noleggio con conducente, e prime regolazioni per l’utilizzo degli strumenti tecnologici.
Le associazioni hanno apprezzato il metodo di lavoro e si sono riservate di presentare osservazioni entro dieci giorni.
Soprattutto, attesissime le misure tese ad impedire pratiche di esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente o, comunque, non rispondenti ai principi ordinamentali che regolano la materia”, ma nonostante questo i tassisti hanno deciso di confermare lo sciopero.
Per quanto riguarda la riforma del settore, si attende l’approvazione della legge  “Concorrenza” in cui è inserita la  delega. I Ministeri stanno già lavorando alle proposte per il decreto legislativo, che potranno essere sottoposte al settore una volta definita la delega.
Erano presenti al tavolo le sigle: Unica Taxi Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Taxi, Federtaxi-Cisal, Taxi Fast-Confsal, Usb Taxi, Unimpresa, Satam-Cna, Uti, Tam/Acai, Uri-Taxi, Uri, Legacoop, Claai, Confartigianato, Casartigiani, Fita-Cna, Confcommercio, Confcooperative, Mit Movimento Italiano Tassisti.
Come si legge nel comunicato diffuso dai sindacati, i tassisti scioperano “contro una liberalizzazione selvaggia che, miopi politiche d’interesse di poche multinazionali, vorrebbe imporre affamando un’intera categoria e distruggendo la qualità del servizio pubblico non di linea”.
Governo e rappresentanti sindacali avevano trovato un accordo a fine febbraio, dopo giorni di manifestazioni contro un emendamento presentato da Linda Lanzillotta (Partito Democratico) al Senato, da applicare al cosiddetto Milleproroghe, per rinviare alla fine di quest’anno l’emanazione di un decreto per regolamentare il funzionamento dei servizi alternativi ai taxi per il trasporto di persone con autista, come avviene con sistemi come Uber e con le auto a noleggio con conducente (NCC). I regolamenti comunali impongono già limiti e restrizioni per Uber e NCC, proprio per evitare che il loro servizio sia identico a quello classico dei taxi, ma secondo i tassisti le regole non sono sufficienti e devono essere inasprite per evitare che altri servizi facciano il loro lavoro senza il vincolo delle licenze (di solito molto costose perché il loro numero è calmierato, benché in origine siano emesse gratuitamente e poi vendute dai tassisti a fine carriera).

Sciopero Taxi oggi: cosa chiedono i tassisti, cosa può risolvere il Governo

LE NUOVE REGOLI IN CINQUE PUNTI
- Contrasto all'abusivismo: Vengono date "disposizioni attuative al fine di evitare pratiche di esercizio abusivo" nelle attività di noleggio con conducente e del servizio taxi.
- Il ruolo delle Regioni: Il decreto dà alle Regioni un ruolo importante per arginare il fenomeno dell'abusivismo, prevede un archivio web Ncc e taxi e dà agli enti la pianificazione dei servizi pubblici non di linea. "Al fine di evitare fenomeni distorsivi della concorrenza - si legge nel decreto - le Regioni garantiscono la pianificazione dei servizi pubblici non di linea, tenendo conto delle reali esigenze del fabbisogno locale, ai fini del rilascio, da parte dei Comuni, delle licenze per l'esercizio del servizio taxi e delle autorizzazioni del servizio Ncc".
- Ncc in rimessa senza prenotazioni: Senza prenotazione gli Ncc non potranno sostare su strada ma dovranno rientrare nell'autorimessa. "Nei Comuni in cui è istituito il servizio taxi non è consentita - si legge - in assenza di una prenotazione di trasporto come disciplinata dal presente articolo, la sosta su strada dei veicoli adibiti a servizio da noleggio con conducente. Tali veicoli devono stazionare, in attesa di servizio, soltanto all'interno dell'autorimessa". Il rientro in rimessa non è previsto nel caso in cui gli Ncc abbiano un pacchetto di prenotazioni.
- Uso collettivo per i taxi: Si apre all'uso collettivo dei taxi, che peraltro non possono rifiutare le corse. "I Comuni o nel caso le città metropolitane possono prevedere che i titolari di licenza per il servizio taxi svolgano servizi integrativi quali il taxi a uso collettivo o mediante altre forme di organizzazione del servizio". Inoltre, "non è consentito al servizio taxi rifiutare alcuna corsa che parte dal territorio comunale o comprensoriale, anche se richiesta tramite tecnologie a distanza, qualora abbia come destinazione lo stesso Comune o comprensorio". I Comuni e le città metropolitane che hanno rilasciato le licenze "devono monitorare anche con sistemi di controllo a distanza il regolare svolgimento del servizio".Il prelevamento dell'utente o l'inizio del servizio di taxi deve avvenire all'interno dell'area comunale o della città metropolitana "salvo che non vi siano accordi tra i Comuni o le città. L'attesa dell'utente può avvenire negli orari dei turni di servizio in appositi posteggi individuati dal Comune per lo stazionamento durante la circolazione stradale".
- Nacse il registro per le app: Arriva il registro delle app in capo al Mit. "E' tenuto a cura del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti il registro delle piattaforme tecnologiche di intermediazione, tra i soggetti titolari di licenza per l'esercizio del servizio taxi e le imprese titolari di autorizzazione per l'esercizio del servizio di Ncc". Per favorire una più efficace organizzazione dei servizi, si legge nel decreto, "è consentito l'utilizzo di tecnologie di chiamata a distanza come, a titolo esemplificativo, radio taxi o sistemi equipollenti o applicazioni web aventi analoghe funzioni. Le tecnologie di chiamata a distanza - specifica la bozza di decreto - non sostituiscono il tassametro, ove previsto, ai fini della determinazione del costo del servizio per l'utente". Inoltre "i soggetti titolari e gestori delle piattaforme tecnologiche di intermediazione tra i passeggeri e i soggetti con licenza taxi o Ncc" devono essere iscritti al registro delle app e devono avere "sede legale e domicilio fiscale nell'ambito dell'Ue". 

IL PROBLEMA VERO QUALE E'?
Che la piattaforma Uber consente a chiunque di offrire un passaggio a pagamento, che abbia un carretto o un cavallo o qualunque cosa che possa trasportare passeggeri e oggetti.
In definitiva non è neanche un problema fra taxi e NCC, i secondi devono sostare nelle rimesse quando non lavorano e quindi non toglierebbero lavoro alle macchine bianche (sempre fatta salva la buona fede da parte di tutti.

COSA PUO' FARE DI PIU' IL GOVERNO?
Poco o niente oltre quello che sta già facendo. 

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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