L'invasione della cimice asiatica, in Italia perso il 40% di pere e kiwi

23 ottobre 2017 ore 8:50, Micaela Del Monte
Le cimici asiatiche hanno conquistato il nord Italia. Sono piccole, lunghe poco più di un centimetro, di colore il grigio e il marrone e distruggono pere, mele e albicocche. Nel nostro Paese sono arrivate in Emilia Romagna cinque anni fa per poi farsi vedere nel 2013 in Piemonte e Lombardia, nel 2014 Liguria e Toscana, mentre nel 2015 Trentino e Marche

L'invasione della cimice asiatica, in Italia perso il 40% di pere e kiwi
Vengono chiamate anche Halyomorpha haly e sono uscite forse da un container partito dall'Asia, l’autunno particolarmente caldo ha favorito la diffusione delle cimici asiatiche e, stando ai numeri di Coldiretti, la situazione è già drammatica in Friuli e Veneto. Esemplari anche in Lombardia e Piemonte.
Con l’inverno cercano rifugio in luoghi chiusi e riparati, per rispuntare poi a primavera. Gli insetticidi non sembrano in grado di contrastare questi insetti, così l’unico sistema è non farli entrare in casa. Ogni femmina può depositare 300-400 uova due volte l’anno. Al momento solo le zanzariere possono contrastarle.

Lara Maistrello, entomologa dell'Università di Modena e Reggio Emilia, spiega a Repubblica che, attraverso il dna, si è accertato che "la H. halys presente in Italia è arrivata da zone diverse della Cina e dalla Corea" e che è necessario "studiarne la provenienza per capire in che modo si possono combattere, perché reagiscono in modo diverso al clima e agli insetticidi".

"È capace di volare per 2,5/5 chilometri al giorno e attacca ogni frutto. Abbiamo accertato che una femmina riesce a deporre in media 285 uova all'anno, e dopo le madri, nella stessa stagione, depongono le figlie. Fermarle è difficilissimo", spiega Maistrello che è anche responsabile scientifica del Psr (Programma sviluppo rurale) della Regione Emilia Romagna contro la cimice asiatica. "Trovi le cimici, prepari il trattamento, ne ammazzi una parte e le altre cambiano "banchetto". Il trattamento - precisa la Maistrello - non dura in eterno, il giorno dopo l'albero è già accessibile. Anche con l'uso di neonicotinoidi, piretroidi e fosforganici non si sono raggiunti grandi risultati: non puoi insistere perché ammazzi anche gli insetti utili, come gli impollinatori".

Secondo il Crea nel 2016 in Italia è stato perso oltre il 40% di pere e kiwi, con danni pesanti anche a mele, pesche, uva, pomodoro, noci, nocciole, mais, soia. "Sono circa 300 - dice Lorenzo Bazzana, responsabile economico della Coldiretti - le colture che possono essere colpite. Questo insetto ha un apparato boccale pungente e succhiante e con la saliva provoca necrosi e deformazione nei frutti. In ogni fase di vita, dalle uova alla maturità, riesce comunque a fare danni. L'invasione è stata ed è veloce e altrettanto pronta deve essere la reazione, con fondi per la ricerca e per strumenti di difesa passiva".
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