Morbillo, Italia martoriata: secondo Paese più "infetto" d'Europa

24 aprile 2017 ore 17:51, Micaela Del Monte
L’Italia è il secondo Paese in Europa per numero di casi di morbillo, dopo la Romania. Lo ricorda l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) in occasione della Settimana mondiale delle vaccinazioni, dal 24 al 30 aprile. Dei 6.186 casi registrati in tutta la regione europea da marzo 2016 a febbraio 2017, quelli italiani (1.387) rappresentano da soli oltre il 22% del totale. È un numero secondo solo al dato della Romania (2.702 infezioni) e ben superiore a quello di altri Paesi: 365 in Germania, 145 in Polonia, 126 in Francia.

Morbillo, Italia martoriata: secondo Paese più 'infetto' d'Europa
COPERTURA VACCINALE IN CALO -“Abbassare i livelli di copertura vaccinale – commenta Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale, Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – permetterà il ritorno di malattie mortali che avevamo debellato. Tra il 2000 e il 2015 il vaccino ha impedito 20,3 milioni di morti nel mondo, ma gli ultimi dati dimostrano che è quanto mai urgente tornare a promuovere con efficacia, determinazione e, soprattutto, chiarezza i benefici della vaccinazione. Siamo incredibilmente fortunati a vivere in un’epoca che ha riconosciuto e sfruttato con successo il potere della vaccinazione, ma a causa della diffusione di bufale e falsi miti, spesso alimentati da ingiustificati allarmismi mediatici, stiamo rischiando di fare pericolosi passi indietro. I vaccini – conclude – sono sicuri e vantaggiosi, non vi è alcuna base scientifica che provi legame o correlazione tra questi e alcune patologie come, per esempio, l’autismo”

A livello globale 19.4 milioni di bambini nel mondo non sono ancora pienamente protetti da malattie facilmente evitabili e prevenibili dai vaccini tra queste anche il morbillo. Nonostante infatti sia disponibile un vaccino sicuro ed efficace, il morbillo resta una delle principali cause di morte tra i bambini. Nel 2015 ci sono state nel mondo 134.200 morti a causa di questa malattia infettiva, nella maggior parte dei casi in bambini al di sotto dei 5 anni, circa 367 morti ogni giorno, 15 morti ogni ora. Tra il 2000 e il 2015 si stima che la vaccinazione ha prevenuto circa 20.3 milioni di morti, favorendo un calo dei decessi per morbillo del 79%. Nel 2015 circa l’85% dei bambini nel mondo ha ricevuto una dose di vaccino contro il morbillo entro il primo anno di vita, nel 2000 la copertura era del 73%. Ma nonostante i progressi, ogni anno 1,5 milioni di bambini muoiono ancora a causa di malattie prevenibili attraverso i vaccini. 

“L’immunizzazione – continua Flavia Bustreo – è uno degli strumenti più efficaci a disposizione della sanità pubblica, in termini di capacità di salvare vite umane, e più in generale avere enormi benefici anche economici sull’intera società. Secondo le nostre stime, ogni dollaro investito in immunizzazione restituisce 16 dollari in risparmi sanitari. È necessario mantenere un forte supporto da parte del mondo scientifico, ma anche politico e dell’opinione pubblica sull’importanza dell’immunizzazione o anche la regione europea rischia il riemergere di malattie altamente contagiose, che possono causare infermità, disabilità e morte, creando un notevole onere per i sistemi sanitari e per le famiglie. L’immunizzazione – conclude – salva milioni di vite ogni anno e questa storia di successo sulla salute pubblica deve essere sostenuta”.

PEDIATRI - In Italia, la Società di Pediatria (Sip) ha organizzato un filo diretto con i pediatri, che per quattro giorni risponderanno a tutte le domande dei genitori sui vaccini: dalle ore 12 alle ore 14 dei giorni 24 aprile (tel. 339.4753382), 26 aprile (tel. 320.3129117), 27 aprile (tel. 340.5380290), 28 aprile (tel. 391.7505102). Gli esperti coinvolti nell’iniziativa sono: Rocco Russo, responsabile del tavolo tecnico Sip per le vaccinazioni; Elena Bozzola, consigliere nazionale junior Sip; Luciana Nicolosi dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; Giovanni Vitali Rosati, presidente Sip Toscana.

USA PREOCCUPATI - Tra le altre cose qualche giorno fa gli Stati Uniti [LEGGI ARTICOLO], allertati proprio dall'aumenti di casi di meningite nel nostro Paese, ha deciso di mettere l'Italia nell'elenco dei Paesi "a rischio salute" che i turisti americani farebbero meglio a non visitare a causa dei focolai epidemici di morbillo che da gennaio ad aprile ha avuto un incremento del 230 per cento rispetto all'anno scorso, con 1473 casi complessivi. I centri per il controllo e la prevenzione delle malattie del Dipartimento della Salute Usa (Cdc) hanno lanciato un allerta ai viaggiatori, raccomandando i cittadini in partenza per l'Italia di assicurarsi di essere vaccinati contro l'infezione e di prendere alcune semplici precauzioni, come lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi il volto prima di farlo e stare attenti a non avere contatti fisici con persone che potrebbero essere malate. Gli altri Paesi Ue inseriti nel nuovo elenco delle nazioni a rischio morbillo sono Germania e Belgio. 
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