Emilia-Romagna, farmacie in sciopero: "Basta medicine dagli ospedali"

25 gennaio 2017 ore 9:21, Adriano Scianca
#Farmacie dell’#EmiliaRomagna in #sciopero: giù le serrande nella giornata di giovedì, dalle 8.30 alle 12.30, con eccezione degli esercizi di turno. Ad annunciare la mobilitazione è stata #Federfarma Emilia-Romagna, il sindacato dei titolari di farmacie private.  Lo sciopero interessa anche quelle pubbliche che sospenderanno, sempre per la giornata di giovedì, il servizio Cup. Alla serrata dovrebbero aderire circa un migliaio di farmacie private. 

Emilia-Romagna, farmacie in sciopero: 'Basta medicine dagli ospedali'

Alla base della protesta, come ha spiegato il presidente di Federfarma Emilia-Romagna, Domenico Dal Re, la distribuzione diretta dei medicinali attraverso gli ospedali, che molte Asl (soprattutto a Rimini, Modena, Ferrara e Reggio) stanno incrementando a scapito delle farmacie. Si tratta in particolare di pazienti che soffrono di malattie croniche e che vengono presi in carico dalle aziende anche per quanto riguarda la distribuzione dei farmaci. “Ma questa protesta la facciamo in primis per i cittadini- assicura Federfarma- hanno il diritto di trovare i medicinali in farmacia, anziché essere costretti a spostarsi anche di molti chilometri in farmacie ospedaliere che chiudono alle 17 e sono chiuse nei prefestivi”. La richiesta alla Regione è di ridurre di un terzo i pazienti presi in carico direttamente. In cambio, le farmacie si sono dette disponibili a rinunciare ad una parte dei loro emolumenti per la distribuzione dei medicinali. 

Sul tema – ricorda Federfarma – è in corso da un anno una negoziazione con la Regione per la rivisitazione dell’accordo, ma dal luglio 2015 i farmacisti attendono invano risposte dall’Assessore Regionale relativamente all‘impegno assunto nell’Accordo per il superamento graduale della Distribuzione Diretta in modo omogeneo su tutto il territorio regionale. “La protesta – spiega Dal Re – è un atto di denuncia oramai inevitabile perché, lungi dal diminuire, la Distribuzione Diretta in Regione ha subito negli ultimi due anni un’impennata. Sono del tutto incomprensibili le ragioni che hanno indotto i Dirigenti regionali e locali a non applicare un accordo a costo zero per la parte pubblica”.
caricamento in corso...
caricamento in corso...