Pasta terapeutica per tenersi in forma: gli effetti positivi sul metabolismo

25 ottobre 2017 ore 13:21, intelligo
La pasta come alimento per curarsi. E' il risultato della ricerca condotta dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) con il suo Centro di cerealicoltura e colture industriali, all'interno di 'Passworld-Pasta e salute nel mondo', il progetto triennale, finanziato in parte dal ministero dello Sviluppo Economico, nell'ambito dei bandi 'Nuove Tecnologie per il Made in Italy'.

Pasta terapeutica per tenersi in forma: gli effetti positivi sul metabolismo
Dallo studio emerge che un piatto di pasta è in grado arricchire l'intestino di batteri buoni e di avere effetti positivi sul metabolismo attenuando anche gli stati infiammatori. Il Crea ha prodotto questo tipo di pasta (in collaborazione con l’Università di Foggia, Parma e Verona) assolutamente innovativa, a partire dal processo di macinazione con grano duro con più proteine e acidi fenolici con l’aggiunta agli impasti di spore di batteri riguardanti il gruppo ‘spore forming lactic acid bacteria’. “I test clinici hanno evidenziato l’effetto positivo del consumo di questo prodotto su specifici marcatori metabolici e infiammatori del sangue, legati all’insorgenza di malattie cronico-degenerative” - spiegano i tecnici.

COLDIRETTI
"Il World Pasta day quest’anno si festeggia l’arrivo dell’etichetta Made in Italy che obbliga a indicare la provenienza del grano utilizzato come chiede l’81% dei consumatori secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal Ministero delle Politiche Agricole" - sottolinea la Coldiretti. Con l’etichetta arriva un giusto riconoscimento del lavoro di oltre 300mila aziende agricole italiane che lo coltivano, ma anche la valorizzazione un territorio di 2 milioni di ettari coltivati. L’Italia – continua la Coldiretti – è il principale produttore europeo e secondo mondiale di grano duro, destinato alla pasta con 4,3 milioni di tonnellate su una superficie coltivata pari a circa 1,3 milioni di ettari che si concentra nell’Italia meridionale, soprattutto in Puglia e Sicilia che da sole rappresentano circa il 40% della produzione nazionale. Gli italiani – conclude la Coldiretti – sono i maggiori consumatori mondiali di pasta con una media di 23,5 chili all’anno pro-capite ma l’Italia si conferma leader anche nella produzione industriale con 3,2 milioni di tonnellate, davanti a Usa, Turchia e Brasile.

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