Car sharing, più noto che utilizzato: i gestori in perdita, i Comuni 'no'

25 settembre 2017 ore 15:28, Luca Lippi
Il car sharing da gioia a dolore per i gestori del servizio. È nato a Milano dove è stato predisposto il primo esperimento nel 2001. Il termine è diventato di uso comune ma, come spesso accade, tutte ne parlano ma pochi sanno realmente cos’è. Il servizio è utilizzato pochissimo e per questo motivo i costi di gestione per le aziende che gestiscono il servizio è assai più elevato dei ricavi. Facendo riferimento alle statistiche e le osservazioni elaborate da Quattroruote e anche da Monitor Allianz Global Assistance, solo il 24% degli italiani ha usato almeno una volta il servizio di car sharing (e chi lo usa lo fa in maniera discontinua).
Car sharing, più noto che utilizzato: i gestori in perdita, i Comuni 'no'

I NUMERI
Intervistati a campione gli utilizzatori, il 6% ha dichiarato di servirsi delle “macchine condivise” più di una volta a settimana, l’11 % sostiene di utilizzarle al massimo 1 volta nell’arco di 7 giorni e il 31% meno di 5 volte l’anno. Milano si conferma la città italiana con più cittadini ad aver già sperimentato il servizio (37%). Al secondo e al terzo posto si posizionano rispettivamente Firenze (33%) e Palermo (26%). Questi ultimi utilizzano un servizio di car sharing caratterizzato da postazioni fisse in cui è obbligatorio lasciare i veicoli al termine del noleggio.
Roma occupa il primo e secondo posto rispettivamente come parco auto e numero di noleggi, ma è la quarta città in Italia per utilizzo del servizio (25%).
Il 37% dei giovani compresi fra i 25 e i 34 anni, contro il 13% degli over 65, ha fatto utilizzo del servizio. Tra gli aspetti più apprezzati vi è sicuramente il fattore economico, indicato dal 40% degli intervistati, che considera la formula car sharing più economica rispetto ai tradizionali mezzi di trasporto privati. 
Nonostante la notorietà di alcuni operatori nel mercato del car sharing, il 55% degli intervistati si è detto non consapevole dei termini di copertura assicurativa per il guidatore, per l’auto o lo scooter e dei servizi di assistenza stradale previsti in caso di necessità. Il 72% degli intervistati ritiene, tuttavia, che le condizioni di assistenza e di assicurazione sulla persona siano aspetti differenzianti per l’utilizzo di una vettura o uno scooter condiviso.

IL GIRO DI AFFARI PER GLI OPERATORI
La rivista specializzata Quattroruote avrebbe sollevato più di qualche perplessità sulla reale convenienza per gli operatori di mantenere in piedi il servizio. 
Stando ai conti le quattro principali società di gestione delle auto condivise (Car2Go, Enjoy, Drive Now e Share'ngo) hanno presentato nei bilanci 2016 perdite considerevoli. 
Analizzando i bilanci della premium Drive Now di Bmw e Sixt e la Share'ngo della italo cinese CS Group (sono le ultime a essere entrate nel mercato) sommati con i dati a bilancio delle più note Car2go (gruppo Daimler) ed Enjoy (gruppo Eni con Fca e Trenitalia), le perdite complessive nel 2016 sono state pari a 27 milioni di euro a fronte di un giro d'affari di poco superiore a 48 milioni. 

I COSTI
Ha spiegato Quattroruote che per ogni auto del car sharing in circolazione, la perdita ha superato i 4.700 euro. I motivi vanno oltre la mera manutenzione e la riparazione delle vetture. I costi che incidono maggiormente sono i canoni versati ai Comuni per compensare gli ingressi nelle Ztl e la sosta nelle strisce blu, entrambi gratuiti: 1.100 euro a veicolo la cifra annua prevista dal bando 2013 di Milano, salita a 1.200 euro nel 2016. 
Lo stesso importo è previsto a Roma, mentre per Firenze è la metà (600 euro). Torino ha optato per una parte variabile, soggetta a offerta economica con base di 250 euro l'anno, e una fissa di 300 euro. 

GUADAGNANO SOLO I COMUNI
Per questo motivo il car sharing è più un affare per i Comuni che per le aziende preposte alla gestione del servizio. Alla richiesta di dati, infatti, solo Roma e Firenze hanno risposto al mensile, comunicando gli incassi del 2016, pari a 900mila euro per la capitale e a poco più di 200mila per la città toscana. Considerando le sole flotte di Enjoy e Car2go (pari rispettivamente a 900 e 800 auto), Quattroruote stima che Milano abbia incassato almeno 1,9 milioni.

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autore / Luca Lippi
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