Istat: anziani italiani più longevi ma sono malati e vivono peggio

26 settembre 2017 ore 14:43, Giuseppe Tetto
Gli anziani italiani vivono più a lungo rispetto al resto d’Europa. A renderlo noto è l’Istat nel report “Anziani: le condizioni di salute in Italia e nell’Unione europea” dal quale risulta che lo scorso anno in Italia la speranza di vita a 65 anni risulta di 18,9 anni per gli uomini e di 22,2 per le donne, più elevata di un anno per entrambi i generi rispetto alla media Ue. Longevi si dunque, ma pieni di acciacchi. È infatti vero che se da una parte si allunga la speranza di vita riduce la sua qualità. FRA Secondo l’Istituto di statistica gli anziani del Belpaese sono sofferenti a causa di qualche malattia cronica e con dolori, un dato questo che colpisce più le donne che gli uomini. Circa un anziano su 2 soffre di almeno una malattia cronica grave o è multicronico, con quote tra gli ultraottantenni rispettivamente pari al 59% e al 64%. E dopo i 75 anni vivono in condizioni peggiori rispetto agli altri anziani europei. 

Istat: anziani italiani più longevi ma sono malati e vivono peggio
QUALITA' DELLA VITA 
Da quanto emerge dal report infatti l’Italia risulta esse ai livelli più bassi, sia rispetto alla media dei Paesi europei (Ue 28) sia rispetto agli altri grandi Paesi europei, soprattutto per le donne: “Nel 2015 – si legge nello studio Istat – in Italia un uomo di 65 anni si può attendere di vivere ancora 13,7 anni in buona salute, mentre il suo coetaneo del Regno Unito ancora 16,1 anni e in media nell’Ue 14,4 anni. Per le donne italiane di 65 anni la speranza di vita in buona salute è pari a 14,3 anni, contro i 19,3 delle coetanee francesi e una media europea di 15,8 anni. Per la speranza di vita senza limitazioni, a 65 anni si stimano 7,8 anni per gli uomini e 7,5 per le donne, a fronte rispettivamente di 11,4 e 12,3 anni in Germania e di una media europea di 9,4 anni per entrambi i sessi”. 

ANZIANI SOFFERENTI 
Nello specifico il 37,7% degli anziani riferisce di aver provato dolore fisico, da moderato a molto forte, nelle quattro settimane precedenti l'intervista, valore inferiore alla media Ue e simile a quanto rilevato per la Spagna, mentre il 23,1% ha gravi limitazioni motorie, con uno svantaggio di soli 2 punti percentuali sulla media Ue, principalmente dovuto alla maggiore quota di donne molto anziane in Italia. 

DISEGUAGLIANZE ECONOMICHE 
A pesare molto sulle condizioni di salute sono per l’Istat i fattori ambientali e comportamentali, artefici di insorgenza e evoluzione per alcune malattie in modo differente per i due sessi. Una condizione questa a cui si aggiungono le disuguaglianze socio-economiche che sono molto nette: “Tali differenziali – conclude l’Istat - si mantengono all’avanzare dell’età, probabilmente anche a causa del cumularsi nel corso della vita sia dell’effetto di fattori protettivi, quali l’elevata istruzione o elevato reddito, sia dell’effetto di fattori di rischio, quali il basso reddito e la bassa istruzione.
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