Che fine ha fatto Gina Lollobrigida?

27 aprile 2017 ore 12:34, intelligo
Se nei sogni di Gina Lollobrigida, nata Luigina, a Subiaco nel 1927, c’era la voglia di attirare l’attenzione o di primeggiare, ebbene, c’è riuscita alla grande. E non si può dire che un successo durato quasi mezzo secolo, a livello non solo nazionale, possa essere semplicemente frutto di un’avvenenza indiscutibile. E nemmeno di vari talenti. Gina per riuscire in tutto ciò, ci ha messo qualcosa si più: una volontà d’acciaio. 
Certo è che a livello estetico Gina Lollobrigida è stata grandemente favorita da una natura davvero generosa. Philippe
Che fine ha fatto Gina Lollobrigida?
Halman, famosissimo fotografo statunitense, parlando di lei, disse: “Gina Lollobrigida ha forme perfette, migliori di quelle di tutte le attrici che ho conosciuto”, e considerando che Halman era ritenuto “il fotografo delle dive” per eccellenza, si fa presto a capire che Gina aveva un fisico meravigliosamente proporzionato, eccezionale in ogni sua curva, e che questo la rendeva una sorta di Venere, bella da fotografare anche nei miseri panni della poverissima contadinella di uno dei suoi film più famosi, Pane amore e fantasia. Lei comincia per caso la carriera nel mondo dello spettacolo perché all’inizio, quando arriva a Roma con la famiglia nel 1944 dopo che suo padre ha perso tutto sotto un bombardamento alleato, il suo interesse è rivolto all’arte, tanto che si iscrive all’istituto Belle Arti dove vuole migliorare le sue capacità di pittrice. Per mantenersi, vende delle caricature che realizza a carboncino, e posa per i primi fotoromanzi di Sogno con lo pseudonimo di Diana Loris. 

Nel 1947, un amico la convince a presentarsi al concorso Miss Roma. Gina ci crede poco e non ha nemmeno un vestito elegante con cui comparire davanti alla giuria. Va con una gonnellina e una camicetta e ciononostante si classifica al secondo posto, tanto che viene invitata a Stresa per le finali di Miss Italia. Andare non le costa una lira, perciò si presenta e si classifica terza nell’anno in cui vince Lucia Bosè, e Gianna Maria Canale arriva seconda. Anche le altre due avranno un ottimo successo cinematografico, che però non è minimamente paragonabile a quello che otterrà Gina. 
Sulla scorta del successo ottenuto in passerella, la Lollobrigida riceve le prime richieste per il mondo del cinema, all’inizio piccoli ruoli appena più importanti di una semplice comparsata, e lei si accontenterebbe anche perché quei lavori le permettono di continuare a studiare, se non fosse che arrivano le “sirene hollywoodiane”. In realtà, più che sirene, si tratta del miliardario Howard Hughes, l’eccentrico amante degli aeroplani, noto per aver scoperto e amato moltissime dive, tra cui Jane Russell, tanto per citare un nome. Hughes ha visto Gina, e la vuole ad Hollywood, la ragazza parte ma una volta arrivata in America e aver firmato il contratto con la casa di produzione del  miliardario, si accorge di essersi infilata in una sorta di prigione dorata, con una specie di padrone che sarebbe pronto a soddisfare ogni suo desiderio se solo lei accettasse di essere una sorta di geisha al suo seguito. Figuriamoci! Né il carattere, né il temperamento di Gina, e nemmeno la sua educazione le permetterebbero mai di accettare simili compromessi. Senza starci nemmeno a pensare, lei rompe il contratto, sale sul primo aereo, e se ne torna in Italia.  Le costerà non poter lavorare negli States fino al 1959, ma è un sacrificio di cui a suo dire non si è mai pentita.

E poi in Italia il lavoro non le manca, e con esso anche i primi successi. Gira Campane a martello di Luigi Zampa (1949), Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani (1951) e Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952 (Orso d'argento al
Che fine ha fatto Gina Lollobrigida?
Festival di Berlino), che la consacra star in Francia, mentre in Italia, nello stesso anno, conquista la popolarità con Altri tempi di Alessandro Blasetti, nell'episodio Il processo di Frine con Vittorio De Sica. E sarà proprio il grande regista a coniare per lei il termine maggiorata fisica. De Sica, infatti, ha l’occhio lungo, e si rende conto da subito che Gina buca lo schermo, e che quella della ragazza è una bellezza talmente genuina da  dover essere esaltata nella sua naturalezza. Con lui stesso a recitare nel ruolo del maresciallo dei carabinieri, De Sica porta la Lollobrigida  sul set di Pane amore e fantasia che vince l’Orso d’Argento a Berlino. Il successo è tale che il film avrà due sequel, Pane, amore e gelosia sempre con la Lollo e Pane, amore e… con Sophia Loren, quest’ultima destinata nell’immaginario collettivo ad essere la “storica” rivale della Lollobrigida e scelta al suo posto dopo il rifiuto della prima di girare il film.
Gina intanto lavora a ritmi altissimi, partecipando a pellicole come Il tesoro dell'Africa di John Huston con Humphrey Bogart e Jennifer Jones, Il maestro di Don Giovanni con Errol Flynn e La donna più bella del mondo, con Vittorio Gassman, film biografico che romanza la vita del soprano Lina Cavalieri, dove tra l’altro Gina canta mostrando di avere una gran bella voce, e alla fine vince il David di Donatello.  Seguono pellicole come Trapezio di Carol Reed accanto a Burt Lancaster e Tony Curtis, Il gobbo di Notre Dame (1956) dove interpreta una sensuale Esmeralda, con Anthony Quinn, Sacro e profano di John Sturges, con a fianco Frank Sinatra, Salomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor con Yul Brynner chiamato a sostituire Tyrone Power morto durante le riprese.  Nel 1961 il successo si chiama Torna a settembre, in cui Gina è la protagonista assieme a Rock Hudson e Sandra Dee, e che le vale un Golden Globe. L'anno seguente lei recita nel film in costume Venere imperiale di Jean Delannoy: il ruolo di Paolina Bonaparte le fa aggiudicare un David di Donatello e un Nastro d'argento come migliore attrice protagonista. In realtà, potremmo continuare a lungo con la variegata filmografia di questa stella internazionale, ma non è solo nel cinema che Gina si è distinta. Si può dire che la Lollo si impegna sul grande schermo fino all’inizio degli anni ’90, quando sceglie di mollare, limitandosi a rare e scelte apparizioni. Del resto già da anni, Gina Lollobrigida ha un’altra grande passione che la porta in giro per il mondo al cospetto di personaggi famosi: è la fotografia. Immortala, tra gli altri, Paul Newman, Salvador Dalí, Henry Kissinger, David Cassidy, Audrey Hepburn ed Ella Fitzgerald. Poi nel 1973 il suo “colpo gobbo”, quando riesce a strappare un’intervista esclusiva a Fidel Castro, correlata di immagini, tanto che si chiacchiera molto della grande amicizia nata tra l’attrice e il dittatore cubano.  Ma Gina non si ferma qui, e si dedica anche alla scultura, con la stessa energia, la stessa grinta che ha dedicato a ogni sua passione. Espone in tanti paesi del mondo, tra cui Cina, Francia, Spagna, Qatar, Stati Uniti, Russia.

Per quanto riguarda la vita privata della Lollo, possiamo senz’altro dividerla in due periodi, uno giovanile, molto – forse fin troppo – tranquillo. Nel gennaio 1949 sposa al Terminillo, in provincia di Rieti, il medico sloveno Milko Skofic, che prestava servizio fra i profughi temporaneamente alloggiati a Cinecittà. Nel luglio 1957 i due hanno un bambino, Andrea Milko Skofic, che darà loro un nipote, Dimitri, nato nel 1994. Nel 1971 la Lollo divorzia dal marito, da cui aveva vissuto separata nei 5 anni precedenti. Per molti anni non si conoscono suoi rapporti sentimentali, mentre ultimamente, in tarda età, la vita della Lollo sembra essersi movimentata. Nel 2006 su Hola appare con l’imprenditore Javier Rigau, di 36 anni più giovane di lei. Le nozze vanno poi a monte anche se nel 2011 ElMundo lancia lo scoop dell’avvenuto matrimonio della diva e Rigau a Barcellona nel 2010, notizia negata da Gina. Ultimamente, poi, gravi dissapori l’hanno divisa dalla famiglia, in particolare da suo figlio e da suo nipote che incolpano l’attuale assistente di Gina di approfittarsi dell’attrice e di dilapidare il patrimonio di lei. Tutte accuse che la Lollobrigida stessa ha rigettato sdegnata, presentandosi addirittura in televisione per perorare la sua causa di donna assolutamente in grado di badare a se stessa e ben conscia di quel che le accade intorno. La sua ultima frase in TV, recita: “La cosa che mi fa più tristezza da madre è che mio figlio mi sia venuto a trovare in ospedale ed era molto affettuoso, mi sembrava cambiato e invece stava per pugnalarmi alle spalle. Sia lui che mio nipote Dimitri”.
Speriamo che sia solo un momento no nella vita di questa star, e che presto tutto torni ad essere come lei lo vuole. Del resto, ha sempre avuto la forza di volontà per orientare il suo destino.

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di Anna Paratore
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