Verona, Grigolini (Pdf): "Così abbiamo impedito la diffusione del gender a Tocatì"

27 settembre 2017 ore 13:30, intelligo
Festival internazionale dei giochi di strada di Verona trasformato in platea per l'ideologia gender. Il Popolo della Famiglia è sceso in campo e alla fine è riuscito a bloccare l'evento. A raccontare la vicenda ad Intelligonews è l'ex candidato sindaco di Verona e dirigente del PdF Filippo Grigolini che spiega come sia stato necessario intervenire per impedire che una manifestazione come il Tocatì diventasse l'ennesima occcasione per lanciare messaggi propagandistici pro ideologia gender.
Verona, Grigolini (Pdf): 'Così abbiamo impedito la diffusione del gender a Tocatì'

Grigolini, un normalissimo Festival internazionale dei giochi di strada con 200.000 persone da tutta Europa trasformato in una battaglia sul gender. Cosa è successo esattamente?

"Guardandola dal punto di vista di chi si è visto cassare un evento come i "libri viventi" che, ricordiamo, è una proposta spinta e sostenuta dal Consiglio europeo, possiamo dire che si é cercato di fare una cosa nel momento sbagliato e nel posto sbagliato. Hanno sbattuto contro un muro.
Voler per forza parlare di omosessualità, di transgender, di lesbiche o come dicono loro di "froci" all'interno di una grandissima manifestazione come il Tocatì, è stata una palese forzatura. Oserei dire una provocazione. Come portare Dracula all'AVIS per un convegno sulle trasfusioni. 
Cosa più grave che ciò sia avvenuto a giochi iniziati, perché il Festival era già partito quando abbiamo scoperto sul sito della manifestazione che si sarebbe realizzata nella Biblioteca Civica la lettura dei "libri viventi". Anzi, bisognerebbe dire l'ascolto dei "libri viventi", in quanto non sono dei veri e propri testi stampati ma si tratta di persone che raccontano le loro storie. Andando a vedere i titoli, i problemi e i dubbi nascevano inevitabilmente. "Mio figlio era frocio", "mia figlia lesbica", "diversamente amare" ... erano solo alcuni fra i titoli, tutto sommato anche squallidi e offensivi, di alcuni racconti proposti nella narrazione alle migliaia di bambini che avrebbero affollato il centro storico in quei giorni". 

Perché tanto clamore fino ad arrivare in Parlamento con il PD e i 5Stelle?

"Abbiamo avvisato subito l'Amministrazione invitandola ad agire e a ritirare l'evento, ma è stata palese fin dal principio la loro titubanza, di fronte al rischio che si potesse attivare un'attenzione mediatica non cercata ed esplosiva, come poi infatti è avvenuto. Allora abbiamo deciso di fare un comunicato netto e chiaro dove si diceva che il re era nudo, consapevoli che non era responsabilità di questa amministrazione l'organizzazione dei libri viventi, ma di quella precedente, a guida Flavio Tosi. 
Solo dopo la nostra azione mediatica, l'amministrazione ha scelto di annullare l'evento e di cancellarlo insieme all'associazione giochi antichi, AGA, che ha condiviso la scelta dell'Amministrazione. Per quanto fatto siamo stati criticati e ci hanno accusato di aver pugnalato la maggioranza alle spalle, di aver approfittato di una posizione per acquisire visibilità. E di non voler fare squadra"

Come risponde all'accusa?

"È evidente come a qualcuno la situazione non sia affatto chiara: il Popolo della Famiglia di cui sono guida a Verona e in Italia con Amato, Adinolfi e tutto il gruppo dirigente, é un soggetto autonomo, libero e riconosciuto, che ha saputo raccogliere un consenso politico, definito anche notevole per una città come Verona e che adesso fa sentire la sua voce. Operiamo come è nel nostro  DNA, vigilando sulle famiglie, sui figli e su quanto accade in ogni ambito della città e dell'amministrazione, sia in campo culturale che sportivo, scolastico o in qualsiasi altro settore. 
Ma la cosa che più ci ha dato soddisfazione, sono state le centinaia di persone che vedendo me e altri amici del Popolo della Famiglia partecipare al Tocatì sono venuti a ringraziarci e a manifestarci la loro indignazione chiedendosi come fosse possibile che soltanto il Popolo della Famiglia avesse denunciato quanto stava per accadere. E qui francamente sta il nocciolo della questione: non è assolutamente accettabile per un'Amministrazione, che si è dichiarata in campagna elettorale contro il gender, contro le lobby gay, a favore della famiglia naturale e per la libertà di scelta educativa, tacere su quanto si tenta di fare alle spalle delle famiglie. Queste persone dovevano essere denunciate come é stato fatto da noi e dovevano essere fermate". 
autore / intelligo
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