Tariffe a 28 giorni e nuovi aumenti: l'autunno caldo degli italiani

28 agosto 2017 ore 12:48, Luca Lippi
Gli operatori telefonici e ora anche Sky, hanno introdotto la fatturazione a 28 giorni. Un rincaro vero e proprio delle tariffe che sarà raggiunto dalla sfilza di rincari tipica del periodo autunnale che investirà gli italiani alle prese con il ritorno dalla pausa estiva. Andando con ordine, riguardo il sistema di fatturazione ogni 4 settimane, questo provocherà in un anno tredici fatturazioni invece di dodici, e di conseguenza un rincaro delle tariffe senza che queste subiscano un rincaro vero e proprio in termini di prezzo visibile. Insomma una pratica di scarsa trasparenza ravvisata dall’Agcom (l’Autorità Garante delle comunicazioni) che ha vietato con una delibera del marzo ultimo scorso questa pratica.
A settembre Agcom si riserverà di decidere sia sul caso di Sky e sia su eventuali sanzioni, forse milionarie, a carico degli operatori telefonici inadempienti e a febbraio 2018 è anche stata fissata l’udienza presso il Tar del Lazio a cui gli operatori si sono rivolti per provare a bloccare la delibera di Agcom di marzo.
I rincari nasconti dietro la fatturazione a 28 giorni non sono l’unico caso, il prossimo autunno sarà molto caldo sul fronte dei prezzi dei servizi destinati ad aumentare nonostante i redditi rimangano fermi al palo per non parlare di quanti hanno già perso il lavoro e molti lo perderanno dopo la stagione estiva che si avvia alla conclusione.
Tariffe a 28 giorni e nuovi aumenti: l'autunno caldo degli italiani
Il problema più grande della fatturazione a 28 giorni, oltre il rincaro del prezzo del servizio, provoca anche la perdita della certezza del giorno di addebito dei costi di un’utenza. Chi è costretto a spaccare il centesimo per sopravvivere non riesce più a capire in quale momento del mese sta per arrivare la spesa.
L’effetto immediato a favore delle compagnie e contro l’utenza, è un aumento medio delle tariffe di circa l'8,7% su base annua.

L'ANTITRUST E' INTERVENUTO MA LE COMPAGNIE TELEFONICHE RESISTONO
Asstel, associazione di Confindustria che rappresenta le telco, replicando uno schema ormai diffuso nel mondo mobile, hanno recentemente esteso la fatturazione a 28 giorni anche ai piani e alle tariffe domestiche. Vale a dire che oggi il prezzo comunicato dagli operatori per gli abbonamenti a Internet (e voce) di casa non si riferisce più a un mese ma precisamente a 4 settimane. Ormai ci sono dentro tutti fatta eccezione per Tiscali che ancora si affida al vecchio metodo della tariffazione mensile.
A seguito della delibera di marzo, Agcom ha deciso che il mese è l'unità di misura corretta per garantire agli utenti domestici un'informazione trasparente, tenuto anche conto che il mercato dei servizi all'ingrosso è basato sulla medesima unità di tempo. Asstel, l’associazione aderente a Confindustria, ha contestato la delibera sostenendo che non sia compito nè prerogativa di Agcom entrare nel merito dei rapporti tra le telco e gli utenti: "Agcom non ha il potere di disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali fra operatori telefonici e clienti", si legge nella nota, "quale ad esempio la durata di rinnovo e dei cicli di fatturazione, ma può soltanto intervenire a tutela della clientela in materia di trasparenza informativa". L'associazione promette di difendere a spada tratta gli interessi dei propri associati: "Tuteleremo i diritti dei nostri associati nelle sedi più opportune", ha aggiunto il presidente di Asstel Dina Ravera "con l'obiettivo di ripristinare il diritto degli operatori al libero esercizio dell'attività di impresa".

MA NON È TUTTO
Oltre gli aumenti nascosti attraverso la fatturazione a 28 giorni, sono prossimi gli aumenti che ormai sono una consuetudine autunnale, di tutti gli altri servizi. La lista degli aumenti stilata dalle associazioni dei consumatori non sembra escludere nessuna voce superando fortemente l'ultimo tasso di inflazione registrato a luglio dall'Istat: +0,1%.

LUCE 
Dal primo luglio è scattato l'aumento dell'energia elettrica del 2,8%, deciso dall'Authority che si rifletterà sulle prossime bollette, ma complici anche le condizioni meteo non favorevoli tra gelate primaverili prima e siccità poi, l'aumento dei prezzi dovrebbe farsi sentire anche sui prodotti alimentari. La Coldiretti stima che l'andamento anomalo del tempo porterà a un danno da 2 miliardi. Giù la produzione di grano (-10%), dell'olio di oliva, delle conserve. Una situazione che, associata allo scandalo delle uova al Fibronil e al raddoppio del prezzo del burro potrebbe innescare una spirale al rialzo. L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha invitato le autorità a monitorare con attenzione la situazione: sul fronte alimentare tra clima e speculazione le famiglie potrebbero arrivare a spendere 12,60 euro al mese in più pari a circa 151,2 euro all'anno.

BANCHE E ASSICURAZIONI
Secondo l'Adusbef non saranno esenti dai rincari neanche banche e assicurazioni. Per le prime gli incrementi dovrebbero tradursi in un aumento delle spese per la gestione del conto corrente di circa 20-25 euro, mentre per le assicurazioni gli incrementi dovrebbero tradursi in un esborso maggiore di 10-15 euro. Il presidente di Adusbef, Elio Lannutti ha dichiarato: ''Le banche in qualche modo scaricheranno sui clienti i costi degli esborsi legati alle perdite subite con la crisi di questi ultimi anni''. 

TRASPORTI 
Sul fronte dei trasporti la Regione Lombardia dà il via libera alla decisione di aumentare il costo di biglietti e abbonamenti ferroviari anche se il conto del rialzo, pari allo 0,93% per il 2017, dovrebbe essere posticipato al 2018 dopo le elezioni regionali. E sul fronte della mobilità cittadina la prima a muoversi è la Provincia di Belluno: con il taglio dei trasferimenti, i ticket per viaggiare sui mezzi Dolomitibus aumenteranno. Il biglietto ordinario farà un balzo del 10% dal primo di settembre.

SCUOLA
Torna a crescere prepotentemente il costo di diari, astucci, zaini e materiale scolastico. Il Codacons prevede un incremento medio del 2,5% con punte del 3,9% per gli zainetti firmati e una spesa media che per la prima volta dovrebbe sfondare il muro dei 500 euro a studente a cui aggiungere il costo dei libri per una spesa complessiva in grado di superare i 1100 euro a studente.

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autore / Luca Lippi
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