OptSat-3000 difende e spia: il nuovo satellite made in Italy è in orbita

03 agosto 2017 ore 8:08, Micaela Del Monte
Si chiama OptSat-3000 il nuovo satellite spia inviato in orbita dall'Italia che consentirà al Governo di monitorare la Terra in caso di catastrofi naturali - e non solo. Il lancio è avvenuto alle 3:58 ora italiana dallo spazioporto di Korou nella Guyana francese attraverso il vettore europeo VEGA.

OptSat-3000 difende e spia: il nuovo satellite made in Italy è in orbita
A DIFESA DEL PAESE
Il programma, "frutto dell'eccellenza industriale italiana - ha spiegato il ministro della Difesa Roberta Pinotti - consentirà di mettere insieme la visione radaristica (COSMO) con quella ottica (OPTSAT) e permetterà di avere informazioni precise in risposta ad esigenze che nascono dalla Difesa ma che verranno messe a disposizione del Paese e dei vari enti, come ad esempio in caso di terremoti, alluvioni o incendi".

COSTI ELEVATI
Realizzato in Israele, il satellite è costato la bellezza di 270 milioni di euro e rappresenterà il fiore all’occhiello della nostra intelligence, già leader mondiale grazie alla presenza nello spazio di altri 4 satelliti - più o meno - indiscreti, a cui se ne aggiungeranno altri due nel 2018. Le spese sostenute dall’Italia in questo settore sono elevate: si parla di 1137 milioni di euro per i 4 Cosmo Skymed già in orbita, a cui vanno aggiunti 700 milioni per i due nuovi satelliti e i 270 per Optsat-3000, di cui 40 milioni solo per Jupiter, visore ottico che consente di spiare oggetti fino a 38 centimetri di grandezza su tutta la superficie della Terra. Gli investimenti sono stati finanziati dalla Difesa, dal Ministero della Ricerca e dall’ASI, l’agenzia spaziale italiana.

SATELLITE SPIA
OptSat però potrebbe non avere solo lo scopo di monitorare e proteggere il nostro Paese. Anzi, ad alimentare il dubbio sul fatto che sia questo l’unico campo di applicazione entro cui si “muoverà” il satellite è la ubicazione dell’archivio in cui verranno salvate tutte le immagini scattate dallo spazio: i dati saranno conservati infatti all’aeroporto di Pratica di Mare, gestito direttamente dalle forze armate italiane e indipendente dai servizi segreti che fanno capo a Palazzo Chigi. Per questo motivo si suppone che il prezioso database prodotto da Optsat-3000 possa essere impiegato anche per fotografare aree del mondo definite “calde”, come Iraq e Afghanistan, o magari per monitorare le rotte dei migranti provenienti dalla Libia o per spiare la Corea del Nord.

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