Città della Scienza, a tre anni dal rogo, arriva la condanna al custode

03 dicembre 2016 ore 15:46, Adriano Scianca
Per l’incendio avvenuto la sera del 4 marzo 2013, il gup del Tribunale di Napoli, Maria Aschettino, ha condannato a sei anni di reclusione Paolo Cammarota, custode della Città della Scienza accusato di essere responsabile, accogliendo le richieste dei pm Michele del Prete e Ida Teresi. L'incendio ridusse in cenere un ampio settore della struttura, che si trova nella zona di Bagnoli, a Napoli. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato. Il custode era l’unico indagato. Gli inquirenti avevano chiesto il suo arresto, ma sia il gip sia il riesame avevano respinto la richiesta. L’avvocato difensore ha preannunciato ricorso in Appello. "Com'è possibile che un innocente possa essere condannato". Sono le prime parole che Paolo Cammarota ha pronunciato rivolgendosi al suo avvocato, in aula, subito dopo la lettura della sentenza.

Città della Scienza, a tre anni dal rogo, arriva la condanna al custode
Cammarota si era sempre dichiarato innocente, considerandosi come un “capro espiatorio” e la sua difesa aveva sempre puntato su questa linea. La Città della Scienza era difesa dalla parte civile, costituita dall’avvocato Giuseppe De Angelis che, dopo la condanna, ha espresso soddisfazione per l’operato dei magistrati. “Adesso ci aspettiamo che la Procura non desista e trovi gli altri colpevoli”. A tre anni dal rogo, la Città della Scienza non risulta ancora completamente ripristinata, ma è stato inaugurato un nuovo edificio, Corporea, il primo museo interattivo in Europa interamente dedicato al tema della salute, delle scienze e tecnologie biomedicali e della prevenzione.


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