News pensioni, Ape al via: come funziona e per chi vale

03 gennaio 2017 ore 21:53, Luca Lippi
L’anno appena iniziato è l’anno dell’Ape, il meccanismo di Anticipo pensionistico pronto a debuttare nelle prossime settimane, non appena il governo darà il via libera al decreto attuativo sarà possibile cominciare l’inoltro delle procedure per avviare la domanda e ottenere l’anticipo dal primo maggio prossimo.
Il meccanismo
Nella versione volontaria (a pagamento) e aziendale, il meccanismo è quello di un prestito corrisposto a quote mensili, garantito da un’assicurazione per coloro che posseggono determinati requisiti.
I requisiti sono di avere almeno 63 anni di età e le condizioni per la pensione di vecchiaia (in linea generale 66 anni e 7 mesi) entro tre anni e 7 mesi. E proprio da quel momento partirà la restituzione di quanto ottenuto, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. L’anticipo, dunque, potrà essere al massimo di 3 anni e 7 mesi, mentre la durata minima è fissata in sei mesi.
Il costo
L’impegno economico sarà del 4,6%-4,7% per ogni anno anticipato rispetto all’età di vecchiaia. A questa percentuale si arriva perché gli interessati potranno contare anche su uno sconto fiscale. In sostanza, a fronte degli interessi sul finanziamento (come prevede la legge) e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura del 50% dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti.
Il credito è riconosciuto mensilmente e non in sede di dichiarazione dei redditi: il che vuol dire che il lavoratore pagherà una rata mensile più bassa. Con il dimezzamento di interessi e premi. 
In ogni caso, a fissare le coordinate del costo del finanziamento sarà la convenzione che ministero dell’Economia e del Lavoro dovranno firmare entro poche settimane con Abi e Ania (quindi è tutto ancora in attesa di conferme).

News pensioni, Ape al via: come funziona e per chi vale

Chi può richiederla
Anticipiamo che l’Ape è introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, possono aderire tutti i lavoratori (iscritti alle varie gestioni, compresa la gestione separata Inps) che raggiungano l’età minima indicata. Ma non potranno ottenere l’Ape gli assicurati il cui importo della pensione sia inferiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo Inps (pari per il 2017 a 702,65 euro).
L’ammontare
L’Ape non potrà superare un valore pari al 95% dell’importo della pensione spettante all’assicurato al momento della richiesta dell’Ape stessa, come calcolata dall’Inps. Le somme erogate sotto forma di Ape non concorrono a formare il reddito ai fini dell’Irpef. In pratica, il prestito è esentasse.
Ape aziendale 
L’Ape aziendale segue il medesimo meccanismo dell’Ape volontaria nelle condizioni e nei costi. Ma si rivela uno strumento utile per gestire crisi di impresa e ristrutturazioni. Con il datore di lavoro che partecipa all’operazione versando i contributi che il lavoratore perde per effetto dell’anticipo.
L’Ape social
Le persone in situazione di difficoltà come disoccupati, disabili (con invalidità civile non inferiore al 74%) e lavoratori con parenti di primo grado conviventi disabili ma anche coloro che sono impegnati in attività gravose (lavori usuranti) con almeno 63 anni di età potranno contare su un reddito ponte interamente a carico dello Stato per gli anni che mancano per raggiungere la pensione di vecchiaia. 
Requisiti Ape social
Bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati o disabili o con parenti disabili e 36 se si è impegnati in attività faticose come individuate dalla stessa legge. L’Ape gratuito potrà essere erogato fino a un tetto massimo mensile di 1.500 euro.
In conclusione, riguardo una novità generale per tutte le pensioni. A  gennaio,  la pensione per milioni di italiani arriverà con un giorno di ritardo, per l’esattezza a partire da oggi (3 gennaio). Lo ha reso noto l’Inps con una nota in applicazione del decreto 65/2015. L’Inps aveva previsto che, a decorrere dal 2017, tutti i pagamenti sarebbero stati effettuati il secondo giorno bancabile di ciascun mese. Tuttavia, grazie a una norma del recente Milleproroghe da febbraio si torna al primo giorno bancabile.

autore / Luca Lippi
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